Un nuovo modo di progettare la luce attraverso il vetro


Erika Baffico e Sebastiano Tonelli
Erika Baffico e Sebastiano Tonelli - ph © Max Rommel

Oikoi è un giovane brand d’illuminazione nato a Milano nel 2018 come spin-off italiano di un’azienda cinese da dieci anni protagonista nella produzione di lampade; il nome deriva dal termine greco oikos che indica le stanze che compongono un’abitazione. Erika BafficoSebastiano Tonelli collaborano alla direzione artistica del brand e hanno disegnato la prima collezione, presentata durante la Milano Design Week 2019.

Dialogo, materia e metodo, quali sono le caratteristiche di questi concetti?
Il dialogo è quello che si instaura tra i designer e l’azienda, un’operazione imprescindibile per stabilire un rapporto alla pari che dà vita a prodotti contemporanei, ricercati e coscienti del contesto nel quale andranno ad inserirsi. 
La materia è il vetro, tratto distintivo della nostra produzione.
Un materiale plasmabile che rende tangibile la luce grazie alle sue finiture e texture ricercate. 
Siamo stimolati dal lato materico e tangibile; il nostro è un processo che privilegia la materia in quanto tale, sottolineandone la robustezza e la trasparenza attraverso gli spessori. 

Per metodo intendiamo la scelta di una produzione di tipo industriale, nello specifico lo stampaggio del vetro, che permette la riproducibilità all’infinito dei componenti mantenendo inalterati i dettagli. Attraverso attenzioni progettuali e finiture, la lavorazione industriale perde la sua impersonalità a favore di una valenza evocativa ed emozionale.

  • Ulla

Quale tipo di rapporto scaturisce tra il potenziale innovativo cinese e l’eccellenza della qualità progettuale italiana?
Alla base della collaborazione internazionale c’è un obiettivo univoco e condiviso. 
I progettisti italiani offrono la propria formazione e competenze multidisciplinari, riprendendo i principi della progettazione italiana del passato e interpretandoli in chiave moderna, mentre la Cina offre le proprie capacità produttive potenti e abituate ai grandi numeri. 
Entrando nello specifico della filosofia di Oikoi, fin dall’inizio il lavoro è stato strutturato in team per costruire l’identità del brand.
Partendo dall’analisi della produzione e delle potenzialità delle lavorazioni, è stato individuato il vetro stampato come tratto distintivo, produzione realizzata in modo ottimale in Cina e non più così diffusa in Italia. 
Lo scambio di competenze e pensieri e formazioni differenti va a rafforzare un dialogo costruttivo, considerato come una risorsa necessaria e contemporanea per il nostro tempo.

Avete una visione ampia e multidisciplinare, animata da una volontà a sperimentare, ci potete descrivere la collezione che avete presentato al Fuorisalone di quest’anno?
La collezione si compone di quattro lampade che mettono in evidenza quelle che sono le potenzialità della produzione industriale del vetro stampato e delle sue texture parametriche ottenute grazie all’utilizzo di strumenti digitali. 

Lampade accattivanti ed evocative che hanno come riferimento il design italiano del passato: forme senza tempo, semplici e universali che si adattano perfettamente ad ambienti contemporanei. Odo è costituito da due scocche, in alluminio e vetro stampato, che forniscono due diverse intensità luminose; Ida è una lampada a sospensione versatile che può essere orientata in orizzontale e in verticale grazie all’apposita fettuccia in nylon; Ulla è una lampada da terra scenografica in grado di conferire allo spazio un’atmosfera soffusa favorita dal piatto in vetro satinato e dalla texture che ricorda il propagarsi delle onde; Nino è una lampada a sospensione costituita da una cupola in metallo e una lente concava con una texture interna che ne enfatizza la luminosità.

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