ALFONSO FEMIA E IN-VISIBLE LAB PER VILLA BORROMEO D’ADDA IN LOMBARDIA


iGuzzini_Villa Borromeo D_Adda_ph ©Stefano Anzini

Immersa in un parco di circa 30 ettari nel Comune di Arcore (Monza e Brianza), Villa Borromeo D’Adda, fondata dalla famiglia milanese D’Adda, è un’importante Villa storica di stile eclettico, quasi barocchetto, la cui struttura originale è composta da due ville, una che risale agli inizi Seicento, l’altra, la cosidetta Montagnola, voluta dall’Abate Ferdinando D’Adda tra il 1750 e il 1760. A fine Ottocento furono costruite le splendide Scuderie, attribuite all’archittetto Emilio Alemagna (Milano,1883 – Barasso 1910). Seguirono modifiche e passaggi di proprietà fino al 1911, quando diventò residenza nobiliare della famiglia Borromeo D’Adda. Pochi anni dopo la scomparsa del Conte Carlo Borromeo d’Adda, nel 1979, la tenuta divenne proprietà del Comune di Arcore che ne utilizzò una parte come sede, mentre le magnifiche Scuderie divennero sede distaccata del corso accademico di restauro dell’Accademia di Brera di Milano

Tra il 2014 e il 2018, il Comune ha indetto un concorso per la sua riqualificazione e trasformazione in un contenitore culturale, affidando il progetto architettonico allo studio Atelier(s) Alfonso Femia che ha realizzato un restauro conservativo, rinnovando e valorizzando gli ambienti disegnati nell’Ottocento da Emilio Alemagna, che seguirono quelli dell’architetto Giuseppe Balzaretto, di cui fu allievo e collaboratore. 

Villa Borromeo D'Adda iGuzzini
Villa Borromeo D’Adda, illuminazione iGuzzini – ph ©Stefano Anzini

Il cuore dell’intervento estrememente raffinato di Alfonso Femia è stato il pensiero dello speciale legame tra la villa e il parco, luoghi di poesia, storia e sensazioni visive uniche dell’intero paesaggio. L’ostacolo principale, c’è stato spiegato, “era dato dal fatto di dover intervenire su un edificio vincolato: integrare un nuovo sistema impiantistico e migliorare l’involucro, mantenendo intatto il valore storico dell’edificio, si è infatti rivelato un compito non semplice in tutte le fasi di progetto, inclusa quella di sviluppo della nuova illuminazione artificiale”.

Qui ci piace ricordare le parole pronunciate in occasione dell’inaugurazione lo scorso anno, dopo i restauri che hanno richiesto 540 giorni di lavoro, dalla paesaggista Maria Teresa D’Agostino, ricordando la sua emozione a entrarvi alla fine degli anni Ottanta, da studentessa in architettura del Politecnico di Milano, quando collaborava alla redazione dell’inventario delle stanze della Villa, o, ancor prima, del grande parco per il corso di restauro urbano nell’ambito del censimento delle architetture vegetali in Lombardia. “Gli affreschi e i magnifici ferri erano in avanzato stato di degrado ma questo rendeva tutto molto affascinante e suggestivo, e ancora più forte quello che Alios Riegl (storico dell’arte austriaco, Linz, 1858 – Vienna, 1905, ndr) chiama “il sentimento dell’antico”, ovvero l’emozione che un vecchio edificio può trasmetterti proprio attraverso il suo vissuto e il suo degrado. L’edificio dava l’impressione di volere crollare e il meraviglioso parco era in uno stato di totale abbandono e incuria, e così purtroppo è rimasto, salvo qualche poco significativa manutenzione, fino ad arrivare ai giorni nostri…Restituire oggi alla cittadinanza la Villa Borromeo d’Adda e il suo parco, a distanza di molti anni dal recupero delle scuderie, è stato un atto di responsabilità verso la storia lombarda e quella dell’architettura in generale, ma anche un atto di affetto non solo per la villa ma anche per le persone che la vivranno”.

L’intervento illuminotecnico – ma preferiamo l’internazionale Lighting Design, termine che svela la consapevolezza che il progetto precede, comprende e governa tutto ciò che rientra nel dominio della tecnica– di Alfonso Femia IN-VISIBLE lab ha interessato gli ambienti esterni, lo scalone monumentale e le zone comuni, inserendo nel contesto della villa forme nuove e contemporanee che giocano sul contrasto con gli elementi già presenti.

Villa Borromeo D'Adda iGuzzini dettagli 1
Dettagli illuminazione iGuzzini, Villa Borromeo D’Adda – ph ©Stefano Anzini

Per rispettare i limiti imposti dal restauro conservativo che richiedeva apparecchi non invasivi, è stato utilizzato Underscore In Out (iGuzzini), un elemento lineare, completamente integrato nell’architettura e in grado di soddisfare i requisiti minimi illuminotecnici richiesti per la zona degli ingressi e dei porticati. In linea con le esigenze della soprintendenza, gli apparecchi luminosi sono stati posizionati sul perimetro interno delle pensiline rococò che sporgono dalle facciate principali e sono stati utilizzati anche per i corrimano, trasformandoli in un elemento fondamentale per l’illuminazione delle rampe di accesso perimetrali. Gli Underscore nella versione a sospensione, montati su un profilo in alluminio e dotati di schermo opalino, sono presenti anche in alcune stanze della Villa e illuminano gli ambienti interni in maniera omogenea e diffusa.

Per valorizzare lo scalone monumentale, una composizione di apparecchi Drop by Drop, disegnati dallo stesso Alfonso Femia e prodotti da iGuzzini, conferisce movimento allo spazio e fa dialogare antico e moderno. Queste soluzioni a sospensione, dalla forte carica contemporanea, sono inserite nel contesto storico della Villa singolarmente, a coppie o a grappolo, in diverse finiture e con diverse altezze.

Villa Borromeo D'Adda iGuzzini Drop by Drop
Dettagli illuminazione iGuzzini, Villa Borromeo D’Adda – ph ©Stefano Anzini

Per le zone comuni è stato invece progettato un apparecchio speciale, che ha consentito di ovviare ai vincoli strutturali che impedivano l’uso di apparecchi a soffitto. L’obiettivo iniziale era di avere un elemento lineare da poter posizionare in verticale o in orizzontale a seconda del layout architettonico, il risultato è un modulo di diverse lunghezze (1500mm / 2000mm / 3000mm) che, grazie a un sistema di aggancio a parete che ne permette l’orientabilità, può ruotare di 315° su un singolo asse. Un apparecchio minimale che caratterizza gli spazi con la sua tridimensionalità, nata dalla differenza di colori delle singole parti che lo compongono.

Un’ultima nota, altrettanto positiva, dopo quello che abbiamo scritto: a Villa Borromeo D’Adda, nel 2019 si è svolta la quinta edizione del Festival della Cultura. Allora noi pensiamo che l’Abate Ferdinando D’Adda sarebbe oggi certamente lieto di vedere che la propria Villa “prosegue” in quello che forse per un attimo sarà stato anche il suo pensiero proiettato nel futuro: spazio pubblico di storia, di svago e di cultura per i cittadini di Arcore e della Lombardia. 

CREDIT
Committente: Comune di Arcore
Progetto architettonico e paesaggistico: Atelier(s) Alfonso Femia
Progetto illuminotecnico: Alfonso Femia, IN-VISIBLE lab
Ingegneria strutturale e impiantistica: FOR Engineering Architecture
Impresa: Italiana Costruzioni
Fotografo: ©Stefano Anzini
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