L’OPERA PAGLIACCI DI LEONCAVALLO NELLA NUOVA REGIA DI CHIARA GIORDANO E SEBASTIANO ROMANO


Pagliacci, prima Scolacium

Grande successo, lo scorso agosto, per la messa in scena in prima assoluta dell’opera lirica Pagliacci di Ruggero Leoncavallo (Napoli, 1857 – Montecatini Terme, 1919), nel giorno dei 100 anni dalla sua morte, nel suggestivo parco archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia (Catanzaro), sullo sfondo dell’imponente chiesa abbaziale normanna immersa tra ulivi secolari e nell’ambito di Armonie d’Arte Festival, la rassegna diretta da Chiara Giordano.

A firmare la raffinata nuova presentazione di Leoncavallo, Chiara Giordano, concept registica, e  lo scenografo e lighting designer  Sebastiano Romano, regia, con un cast d’eccellenza: Rossana Potenza (soprano) nelle vesti di Nedda, Piero Giuliacci (tenore) in quelle di Canio, Alberto Mastromarino (baritono) nei panni di Tonio, Silvano Paolillo (tenore) di Peppe l’Arlecchino e Carlo Provenzano (baritono) di Silvio. Eccellente la direzione d’orchestra del maestro Leonardo Quadrini, così come le coreografie di Filippo Stabile e la tessitura delle voci del Coro Opera Puglia diretto da Vincenza Baviglio.

Pagliacci, Scolacium Festival Armonie D'arte

Nei giorni successivi, il capolavoro del teatro musicale verista, con la Cavalleria rusticana di Mascagni, o altri di PucciniGiordano, pur senza la grandezza della Carmen di Bizet, o quelle  di minor impatto come la Vita di GiordanoTilda di Cilea, è stato replicato nell’area archeologica del Teatro romano di Benevento, promosso dalla Regione Campania in collaborazione con il Mibact, nell’ambito del Festival con la direzione artistica di Vittorio Sgarbi. Che ha detto “Chiara Giordana è energia pura in una terra difficilissima come la Calabria. Lei resiste da diciannove anni a qualunque attacco e continua imperterrita nel suo lavoro”. 

Scolacium, Pagliacci, Agosto 2019

La direttrice artistica di Armonie d’Arte Festival, sottolineando le relazioni virtuose instaurate fra i due Festival e fra due Regioni a favore della valorizzazione dei luoghi del patrimonio italiano, ha detto “sono un fatto di grande importanza, nel quale crediamo molto; ringrazio tutti gli attori che hanno reso possibile questa rete e il gemellaggio fra due realtà artistico-culturali di rilievo”. 

Il successo di pubblico di  Pagliacci a Scolacium e altrettanto nel teatro Romano di Benevento dimostra il reciproco grande impegno dei direttori dei due  Festival, cui si aggiungono in particolare a Scolacium mostre ed eventi sempre più di respiro internazionale con attenzione al territorio, alla ricerca e alla creatività dei giovani.

L’opera in due atti, ambientata a Montalto Uffugo, in Calabria, ricordo narrativo dell’allora giovane non ancora compositore o ricordo di leggenda di un drammatico fatto realmente accaduto, di cui scrisse libretto e musica dal titolo Pagliacci – rappresentata per la prima volta il 21 maggio 1892 al Teatro dal Verme, a Milano, con la direzione del giovane Arturo Toscanini – racconta una storia di amore e odio, gelosia e morte, un tema, come hanno scritto e scrivono ancor oggi non solo critici teatrali o musicali, purtroppo drammaticamente attuale come il femminicidio. Come ha detto Chiara Giordano nella presentazione dell’opera “In un mondo occidentale che sempre più si interroga su dramma ancora frequente, o almeno ne amplifica l’informazione attraverso mezzi di comunicazione sempre più potenti, è apparso opportuno che il Festival ne porgesse una riflessione, seppure in chiave artistica…un Festival non è mai solo un accadimento estetico, ma anche una riflessione etico culturale per ritrovare e ricreare rinnovato umanesimo”.

Benevento

Una messa in scena di Pagliacci che resta fedele al testo musicale, con un libretto diviso tra bene e il male, tra il vero e la finzione, vittima e  carnefice, ma che sperimenta in questa produzione interessanti nuove soluzioni narrative, coreografiche e di affascinanti scene illuministiche, chiaro scuri, colori, effetti, sapientamente controllati da Sebastiano Romano, che trascinano lo spettatore, quello in scena sul palcoscenico nella piazza e nel teatrino di Montaldo Uffugo, e quello del “pubblico” di Scolacium o di Benevento, nella drammartugia del teatro nel teatro, del metateatro. Dunque una emozionante azione registica e scenografica, e avvincente partitura coreografica e musicale che, dopo più di un secolo, ne decreta ancora il successo forse perchè rappresentativa oggi più di ieri di una realtà contemporanea “allo specchio”, cioè di attualità, dal titolo di un bellissimo saggio, del mio preferito e tra i più grandi critici musicali, Michele Girardi, proprio su Pagliacci

Un nuovo e coraggioso allestimento accolto favorevolmente dal pubblico e dalla critica, che significa che la Calabria è in grado non solo di ospitare la Cultura nelle sue varie forme, ma come spiega la direttrice del Festival “di esportarla, divenendo punto di riferimento e di confronto a livello nazionale e internazionale”, come dimostrano le proposte di repliche di questo spettacolo in altre regioni italiane e presto in Olanda.

Tra una settimana, sempre a Scolacium, in scena l’immortale Tosca di Puccini, che purtroppo non vedrò perché riparto per Milano. Arrivederci alla ventesima edizione di Armonie d’Arte Festival. 

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