CAMERA OBSCURA


photo © Arnaldo Calanca

A VOGHERA, UNA STANZA DELLE MERAVIGLIE SENZA TEMPO

Sabato 14 settembre, alle ore 10:30, si inaugura a Voghera, nel cuore dell’Oltrepò Pavese, la prima “Camera Obscura” permanente in Italia.
Ideata da Beppe Bolchi per Spazio 53 – Associazione culturale che dal 2011 è luogo di scambio tra appassionati e professionisti dell’immagine – e realizzata nella torre nord-ovest del piano nobile del Castello Visconteo, la “Camera Obscura” fa parte delle iniziative di Voghera Fotografia 2019, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore giunto alla sua seconda edizione e in programma dal 14 settembre al 6 ottobre.
La “Camera Obscura” sarà inoltre accompagnata, anch’essa in modo permanente, dalla mostra “Città senza Tempo. Il Paesaggio urbano attraverso la Fotografia a Foro Stenopeico” del fotografo e docente Beppe Bolchi, allestita nell’adiacente “Galleria dei Feudi”.

Antesignana della macchina fotografica, la “Camera Obscura” rappresenta un’occasione in più per conoscere l’importanza degli studi sui raggi luminosi e sulle teorie sulla luce.
Ben prima della nascita della fotografia, infatti, gli apparecchi in grado di catturare e convogliare la luce, disegnando una fedele rappresentazione della realtà, erano già apprezzati e utilizzati da disegnatori, pittori e artisti, desiderosi di trasportare fattezze e prospettive nel modo più naturale possibile.
Per disegnare ciò su cui si riflette, la luce non ha bisogno di lenti e di obiettivi, inventati per nostra comodità. La luce, in quanto onda che attraversa lo spazio, è infatti in grado di fare tutto da sola e, viaggiando in linea retta, disegna con precisione contorni e dettagli, colori e sfumature.
Ciò che serve per immortalare il tutto è un ambiente buio, in cui la luce entri unicamente da un piccolo foro; un procedimento che è alla base di qualsiasi apparecchio fotografico, dall’invenzione della fotografia in poi.
Il foro stenopeico, stenope o Pin-hole, è infatti una piccola apertura attraverso la quale la luce passa e va a depositarsi sul materiale sensibile all’interno di una scatola o di una stanza a tenuta di luce.

Della Camera Obscura, con i loro studi, si occuparono l’arabo Alhazen De Basrah, Guglielmo di Saint-Cloud e Gemma Rainer-Frisius; in seguito, il foro stenopeico è stato utilizzato da Leonardo da Vinci e Isaac Newton per le loro ricerche sulla prospettiva, così come è stato inserito nella volta del Duomo di Firenze del Brunelleschi, nella basilica di San Petronio a Bologna e persino sfruttato da Papa Gregorio XIII per la riforma del calendario che, a tutt’oggi, riporta il suo nome.
In seguito, la ” Camera Obscura” è stata utilizzata dai vedutisti veneziani come Guardi e Canaletto per i loro famosi scorci veneziani, subendo poi evoluzioni e trasformazioni che l’hanno via via adattata alle diverse esigenze, compreso l’uso di lenti ottiche per poterne aumentare l’apertura di visione/ripresa, migliorando la luminosità dell’immagine e la sua definizione. La combinazione di foro stenopeico e “Camera Obscura” ha permesso la realizzazione delle primissime fotografie, grazie a Louis Daguerre e Fox Talbot, il cui fascino rimane inalterato nel tempo.
A causa della ridotta apertura del foro, paragonabile mediamente a valori di diaframma superiori a f:180, il tempo di adattamento alla scarsa luminosità è forzatamente lungo, offrendo una ripresa senza tempo, rarefatta; un’atmosfera quasi onirica ma ugualmente leggibile, con prospettive naturali non falsate da obiettivi o accessori che, in qualche modo, ne distorcerebbero la percezione.

La “Camera Obscura” realizzata nel Castello Visconteo, misura circa 8×8 metri ed è alta circa 6 metri; nella completa oscurità, si potrà vedere proiettata a tutta ampiezza, sulle pareti, pavimento e soffitto opposti al foro stenopeico, l’immagine nitida, seppur capovolta e invertita di lato, della cupola del Duomo di Voghera e dei giardini e dei palazzi antistanti al Castello Visconteo.

photo © Arnaldo Calanca

Un nuovo modo di vedere e di conoscere la realtà con una tecnica antica, una visione magica che farà conoscere la storia della fotografia e permetterà a tutti di trovarsi all’interno dell’occhio umano o di una primordiale macchina fotografica.

Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, la seconda edizione di Voghera Fotografia, dal titolo “Tra luoghi e persone – Transiti”, organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana da sabato 14 settembre a domenica 6 ottobre all’interno delle sale al piano nobile del Castello Visconteo.

Per maggiori informazioni su Voghera Fotografia 2019: www.vogherafotografia.it
La “Camera Obscura” sarà visitabile ogni terza domenica del mese. Per richieste particolari, gruppi e prenotazioni scrivere a info@spazio53.com

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