La Cappella della Sacra Sindone di Torino Vincitrice del Premio Europa Nostra 2019


Illuminazione della Cappella della Sacra Sindone di Torino. ©Renato Begnoni

Tra i vincitori dei Premi Europa Nostra 2019, nella categoria Conservazione figura la Cappella della Sacra Sindone di Torino, con questa motivazione: “una risposta attenta a un evento drammatico che si è verificato in uno dei più importanti edifici barocchi in Europa. È stato tecnicamente sfidante, data la struttura molto particolare dell’edificio, ma è stata garantita la massima conservazione della struttura esistente”. 

La Commissione Europea ed Europa Nostra, la principale rete europea per il patrimonio culturale, hanno annunciato i vincitori del più prestigioso riconoscimento a livello europeo, i Premi del patrimonio europeo/premi Europa Nostra 2019.  25 vincitori provenienti da 16 paesi sono stati selezionati per gli eccellenti risultati che hanno ottenuto nel campo della conservazione, ricerca, educazione, formazione e sensibilizzazione.

L’Europa premia così con il più prestigioso riconoscimento a livello europeo i Musei Reali di Torino per il restauro della Cappella della Sindone, gioiello della Torino Sabauda incastonato tra il Duomo e il Palazzo Reale, che da quest’anno è nuovamente visitabile dopo i lunghi e complessi lavori che hanno permesso a questa preziosa architettura barocca di rinascere. 

Cappella della Sindone
Illuminazione della Cappella della Sacra Sindone. ©Renato Begnoni

Non potevamo in quella importante giornata (28 settembre 2018) non essere presenti a Torino per l’inaugurazione anche della nuova illuminazione del capolavoro del Guarini, in cui l’architettura e la luce tornavano dopo 21 anni a essere i protagonisti. 

Margherita Suss, lighting designer del milanese GMS Studio Associato, spiegava a LUCE, quel giorno: “Si è cercato di determinare un’illuminazione che partisse dalle tenebre e arrivasse alla luce, cercando di interpretare quello che era il concetto originario di questo monumento, in cui tutto è illuminato uniformemente con dei livelli di illuminamento digradanti che consentono di percepire le geometrie della cupola e di apprezzarne la profondità. Una luce che svela, rispondendo alle caratteristiche cromatiche dei materiali” (Et lux in tenebris lucet, Stephanie Carminati, LUCE n.326, 2018). Un intervento che prevede che le 66 fonti di luce artificiale rimangano completamente nascoste alla vista del visitatore. 

Ricordiamo che il delicato restauro è stato finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla compagnia di San Paolo, dalla fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, della consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e culturali di Torino e da Iren S.p.A., con il contributo di Performance iN Lighting per l’illuminazione interna ed esterna della cupola. Progetto GMS Studio Associato.

Precedente LA LUCE NEI LUOGHI DELL’OSPITALITÀ DI GIANNI FORCOLINI
Prossimo Pista ciclabile fotoluminescente in Toscana