Luce delicata per la Basilica del Santo Sepolcro a Barletta


Basilica del Santo Sepolcro
Basilica del Santo Sepolcro, Barletta

La luce è un elemento universale che si adatta a ogni spazio e lo definisce in ogni suo dettaglio. Con questo principio L&L Luce&Light ha studiato la nuova illuminazione per la Basilica del Santo Sepolcro a Barletta, impiegando proiettori quasi invisibili ma con un’alta resa cromatica e luminosa. 

La Basilica del Santo Sepolcro è una delle principali chiese di Barletta e deve il suo nome al rapporto che fin dall’antichità lega questo edificio con la Terra Santa. L’attuale edificio è il risultato di numerose trasformazioni architettoniche e stilistiche che si sono susseguite dalla fondazione nel XI secolo fino alla seconda metà del ‘900. Questa commistione di periodi, ma non di stili, ha portato i lighting designer dell’azienda vicentina a progettare delle scene luminose estremamente definite sulle singole emergenze architettoniche e sui punti focali. Un secondo livello, affrontato dai tecnici, è stato quello relativo agli apparati decorativi, come gli affreschi nella zona del fonte battesimale. È stata inoltre valorizzata la zona del presbiterio con una luce d’accento sul crocifisso e sull’altare.

Illuminare una basilica è un lavoro molto complesso. Non è sufficiente fornire la luce corretta all’edificio, ma è necessario conoscere anche la moderna liturgia, i suoi passaggi e le diverse funzioni. Esiste una luce di raccoglimento e una celebrativa, una meditativa e una radiosa, tutte seguono precisi eventi liturgici. L&L Luce&Light, con Doppia C Impianti (installatore) e Carli Angelo & C (fornitore), ha studiato tutto questo e ha approntato delle sorgenti adattabili ai diversi scopi.

Per l’illuminazione delle navate sono stati scelti proiettori Templa, nelle varie versioni disponibili, a luce bianca e ottica 40° posizionati in corrispondenza delle semicolonne della navata centrale. I capitelli delle paraste centrali sostengono tre apparecchi a 12 ottiche, uno a luce diretta, a sottolineare la verticalità, e due indiretti per le volte a ogiva. Gli stessi apparecchi, ma a 4 ottiche, sono stati utilizzati per la due campate laterali. In questo caso le sorgenti indirette valorizzano, sfumandole, le vele in pietra bianca

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Un’attenzione particolare è stata dedicata al crocifisso sospeso nella zona del presbiterio. Quest’ultimo, gli affreschi e la fonte sono gli elementi principali della Basilica e hanno richiesto una cura maggiore durante la progettazione. Il presbiterio è, per quanto decentrato, il fulcro dell’apparato architettonico e liturgico. In questa zona, sopra l’altare, è appeso un grande crocifisso ligneo, rendendo così necessario definire un doppio livello d’illuminazione. Uno generale, dato dai proiettori Ginko 2.0 a luce bianca 3.000K e ottica 17°, e uno puntuale, con i proiettori Ginko 3.0 (IF Design Award) con ottica 12°x64° orientabile di 360° mediante magnete, direzionati sul fonte battesimale e sugli affreschi. 

Basilica del Santo Sepolcro
Basilica del Santo Sepolcro, Barletta. Dettaglio illuminazione del Crocefisso.

L’incrocio dei fasci nella zona absidale crea un’ombra doppia al crocifisso sospeso e sfuma la volta soprastante, in più le vele fortemente illuminate concentrano l’attenzione sulla scultura lignea e i frammenti di affreschi. La luce diventa così strumento di lettura architettonica per il fedele e il turista.

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