La nuova illuminazione della Scala Santa a Roma


Scala Santa
Cristian Fattinnanzi - ©iGuzzini Illuminazione

Non est in toto sanctior orbe locus”, non esiste al mondo luogo più santo di questo. È la scritta che campeggia dalla fine del Cinquecento sopra il Sancta Sanctorum, luogo accessibile a pochissime persone, in cui sono conservate alcune tra le reliquie più sacre per la religione cattolica. Dal 1587 vi si arriva salendo la Scala Santa che, secondo tradizione, sarebbe quella percorsa da Cristo per giungere al Pretorio prima della sua crocifissione, e in seguito portata a Roma da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, nel 326. 

iGuzzini – azienda italiana leader nel settore dell’illuminazione architetturale e museale – è sponsor tecnico della nuova illuminazione del complesso della Scala Santa, sviluppata contemporaneamente ai principali interventi di restauro che si concluderanno entro Pasqua 2020.

L’intervento ha ridotto i consumi energetici degli impianti d’illuminazione e permesso una migliore percezione di tutte le opere pittoriche, non alterando l’atmosfera mistica che qui si respira. 

Cristian Fattinnanzi – ©iGuzzini Illuminazione

Per la prima volta, dopo quasi 300 anni, i fedeli potranno percorrere i 28 gradini della Scala Santa a contatto con il marmo bianco originale, temporaneamente privato della copertura lignea (che è in restauro) voluta da Papa Innocenzo XIII nel 1723. I pellegrini potranno avere la visione della scala originale fino al 9 giugno di quest’anno, data in cui cade la Pentecoste e giorno in cui tornerà a essere coperta dal legno.

Il progetto conservativo del luogo sacro nasce dalla sinergia tra i Padri Passionisti (custodi del complesso dal 1853) e i Musei Vaticani, ed è avvenuto in più fasi: avviato negli anni Novanta con il restauro del sacello del Sancta Sanctorum, dal 2000 e poi dal 2012 è proseguito con il restauro dell’intero ciclo di affreschi voluto da Papa Sisto V. 

Scala Santa
Cristian Fattinnanzi – ©iGuzzini Illuminazione

L’intervento dell’azienda di Recanati, definito insieme al Maestro Restauratore Paolo Violini e all’Architetto Francesco Pezzini, consente di valorizzare l’esperienza religiosa e contemplativa dei fedeli grazie a un’illuminazione diffusa e omogenea, permettendo la lettura degli affreschi senza abbagliamento. Duplice l’obiettivo del nuovo sistema: da una parte, il miglioramento della percezione cromatica dei cicli decorativi presenti nel complesso, anche nelle tonalità̀ di rossi; dall’altra, l’efficientamento energetico dello spazio. A tal fine, tutti gli apparecchi impiegano led di ultima generazione, a elevato indice di resa cromatica, e utilizzano il protocollo DALI per una facile gestione dell’impianto e degli effetti luminosi

“Siamo felici di aver contribuito alla valorizzazione di un luogo dall’altissimo valore storico, culturale e spirituale” ha dichiarato Adolfo Guzzini, Presidente Emerito di iGuzzini illuminazione. “Grazie al nostro intervento, il complesso della Scala Santa, scrigno della religiosità cristiana di Roma, potrà rivelarsi in tutti i suoi dettagli. Il nuovo progetto d’illuminazione favorisce la fruizione spirituale e artistica di questo luogo sacro rendendo l’esperienza dei fedeli e dei visitatori ancora più emozionante.” 

Scala Santa
Cristian Fattinnanzi – ©iGuzzini Illuminazione

All’interno del progetto illuminotecnico, che ha riguardato l’intero complesso monumentale, particolare accento è stato posto sulle rampe della scalinata, le cui volte ospitano gli affreschi cinquecenteschi, e sul Sancta Sanctorum, l’antica cappella privata dei pontefici. 

Nella prima zona sono stati utilizzati gli apparecchi Underscore con diverse temperature colore per restituire al visitatore i toni dei cicli pittorici. Questa tipologia di apparecchi, per le loro dimensioni e per la specifica collocazione su cornicione, è completamente invisibile ai fedeli che potranno vivere in questo modo la loro esperienza di devozione senza alcun tipo di disturbo visivo.

Nella seconda sono stati inseriti anche i prodotti Laser Blade Tunable White – con IRC 90, la stessa tipologia utilizzata nella Cappella degli Scrovegni di Padova – in grado di esaltare il valore artistico e religioso del sito mantenendo un ridotto ingombro visivo. 

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