L’ULISSE ARTICO DI LINA PROSA


Lina Prosa

A Milano, in prima assoluta al Teatro No’hma, fondato dall’indimenticabile Teresa Pomodoro, e diretto da Livia Pomodoro, il prossimo 9 giugnoLina Prosa, drammaturga e regista teatrale – nel 2016  insignita dell’onorificenza di “Chevalier des Arts et des Lettres”, da parte del Ministro della Cultura francese- riscrive il mito di Ulisse in un futuro apocalittico fatto di ghiacci che si sciolgono, di culture che si perdono e di parole che si ritrovano. Giovanni Crippa dà voce all’Ulisse inedito; le scenografie e le luci sono di Paolo Calafiore, amico e autore della rubrica di LUCE, Lanterna Magica, sul mondo del teatro e dell’opera lirica e dei suoi protagonisti. 

L’eroe riparte dalle terre polari, da una nuova Troia, da una nuova sconfitta, sperimentando ancora una volta il naufragio, nel cui tormento, questa volta, non c’è una Itaca che l’aspetta.

Lo scioglimento dei ghiacciai disegna un paesaggio continuamente in sottrazione, di derive inarrestabili, alla cui radice sta una guerra moderna invisibile: quella strisciante che l’inquinamento e il surriscaldamento termico impongono al mondo delle connessioni fragili.

Lina Prosa
Fotografie scattate durante le prove. Volutamente in controluce per non svelare molto la scena di un debutto in prima assoluta
L’interprete, l’attore Giovanni Crippa

Rifugiato su un pezzo di ghiaccio, una sorta di immaginaria mezza prua di barca, Ulisse naufraga nell’ immenso arcipelago di isole bianche in costante assottigliamento. Vede sfilare l’orso-naufrago, la volpe artica-naufraga. Ultimo rudere ad esibire la deriva è la casa-naufraga. Qui dentro scopre qualcosa…

Lo spazio scenico è caratterizzato da una serie di piani scomposti che come taglienti lastre di ghiaccio collassano e fluttuano nell’oscurità verso la deriva. Al centro l’ultimo lembo stabile, una superficie appena leggibile, forse il perimetro di una stanza o forse una zattera, che si restringe nella luce e costringe a movimenti leggeri, misurati e minimi l’Ulisse Artico, quasi a dover tenere l’equilibrio mentre tutto attorno a lui si scioglie sotto una luce accecante. Ed è un’incessante goccia di acqua-luce ad evocare il lento e costante scioglimento della calotta artica. Tutto lentamente sembra destinato ad inabissarsi nel buio della notte Artica. 

Di Lina Prosa, ricordiamo tra i suoi tanti spettacoli e testi tradotti in tutta Europa, la Trilogia del Naufragio, presentata a Parigi nel 2014, che si afferma a livello internazionale come opera emblematica della sua scrittura, composta da Lampedusa BeachLampedusa Snow, Lampedusa Way.Negli anni successivi la Trilogiava in scena a Palermo, al Piccolo Teatro di Milano, Taormina, e con altre importanti registi a Barcellona, Zagabria, Nizza, Ginevra, Avignon.  Ora, Lina Posa, premio della Critica Teatrale Italiana per la “Drammaturgia 2015”, ritorna a Milano con uno spettacolo che riflette e fa riflettere sul senso dell’uomo moderno e sulla sua relazione con la natura. Da non perdere. 

Lina Prosa
Giovanni Crippa

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro
Via Andrea Orcagna 2 – 20131 Milano (MM2- Piola)

Domenica 9 giugno, ore 17.00

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti. È richiesta la prenotazione: T.  0245485085 o www.nohma.org

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