LAMPEDUSA WAY DI LINA PROSA


Lampedusa Way

APRE IL PREMIO CRISTIANA MATANO

Il prossimo 8 luglio, dopo essere andato in scena con successo la scorsa stagione al Piccolo Teatro di Milano, lo spettacolo Lampedusa Way di Lina Prosa, con Maddalena Crippa e Graziano Piazza e con la scenografia e il lighting design di Paolo Calafiore, aprirà il “Premio Giornalistico Internazionale Cristiana Matano”, che avrà luogo a Lampedusa fino al 10 luglio 2018.
Premio per ricordare la giornalista del Giornale di Sicilia, scomparsa a soli 45 anni l’8 luglio 2015. E sarà ancora una volta questa grande-piccola isola che Cristiana Matano amava più di ogni altra cosa, e dove decise di rimanere per sempre, a diventare scenografia, teatro e poesia per tre giorni.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Biondo di Palermo, è il terzo Capitolo della Trilogia del Naufragio di Lina Prosa, che dopo Lampedusa Beach e Lampedusa Snow continua il racconto del dramma moderno dei migranti, portando in scena le voci stesse dei protagonisti della tragedia che quotidianamente si consuma sulle coste italiane.
I protagonisti Mahama e Saif, più volte evocati nelle due tappe precedenti ma mai comparsi in scena, approdano nell’isola siciliana sulle tracce dei nipoti Shauba (giovane naufraga di Lampedusa Beach) e Mohamed (protagonista di Lampedusa Snow).

Una ricerca difficile, sempre in bilico tra speranza e disperazione, una sorta di “indagine” dall’aspetto epico e dallo sfondo tragico che unisce Mahama e Saif, all’inizio estranei, avvicinati da un’attesa estenuante di informazioni che finisce per diventare l’attesa stessa di un senso per l’esistenza, dall’ansia per la sorte dei dispersi, dallo sguardo ingenuo sui cittadini di Lampedusa che li circondano.
Accomunati dallo stesso destino amaro e ineluttabile, Mahama e Saif si ritrovano a condividere un naufragio non più materiale ma metaforico, la deriva di un’esistenza che si è fatta oramai assurda e insopportabile.

Di questo intenso spettacolo che abbiamo ammirato l’anno scorso al Piccolo di Milano, Paolo Calafiore, intervistato da Jacqueline Ceresoli (LUCE 319 | 2017, N.d.R.), alla domanda sulla nascita della Trilogia rispose: “è un progetto che dà voce e corpo alle vite e ai drammi, alla bellezza, al desiderio di cambiamento dei suoi protagonisti; […] scenografia e luci sono in simbiosi, pensate come un unico elemento, ed è la luce, insieme alla variazioni di alcuni materiali che agiscono sempre all’interno dello stesso spazio scenico, a creare i tre momenti dello spettacolo”.

A Lampedusa, isola eroica dove fu girato nel 2016 il film documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi che vinse l’Orso d’oro a Berlino e che ottenne la nomination all’Oscar come Miglior Documentario, va in scena, l’8 luglio, il Teatro: un nuovo prezioso omaggio di luce, “illuminato” di speranza, nel ricordo di Cristiana Matano e della sua amata piccola-grande isola. (so)

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