LA REGIA LUMINOSA DI DANTE FERRETTI PER IL COLLE DELL’INFINITO


Colle dell'Infinito
photo © Giuseppe Saluzzi
“O graziosa luna, ( ) pendevi allor su quella selva siccome or fai, che tutta la rischiari”

Accorse più di 3.000 persone all’evento inaugurale della prima parte del progetto del Colle dell’Infinito, uno dei luoghi più suggestivi di Recanati. Il Comune marchigiano in provincia di Macerata ha infatti riqualificato il Parco del Colle dell’Infinito, nell’area del Monte Tabor, ormai noto con il titolo della celeberrima lirica leopardiana (1818-1819) di cui ricorre il bicentenario. Si tratta di un importante intervento progettuale di illuminazione intelligente, sviluppato e donato dalla azienda recanatese iGuzzini.
Il Parco dove era solito passeggiare il sommo poeta Giacomo Leopardi, che celebra i luoghi da lui descritti, è nato nell’anno del centenario della morte del poeta, il 1937. Il progetto è stato sostenuto dal Comune di Recanati e finanziato con fondi MiBACT. Oltre al progetto di luce intelligente, sul luogo è stata anche effettuata una rigenerazione botanica curata dallo spin-off dell’Università Politecnica delle Marche C.Re.Ha. nature.

Il Sindaco Francesco Fiordomo, nel presentare la prima parte del progetto atteso da tempo, ha dichiarato: “È un luogo che, coniugando il pensiero di Giacomo Leopardi e il genius loci per la crescita culturale, sociale ed economica del territorio, diventa di una straordinaria modernità. Il Colle d’altra parte è storicamente un simbolo della Città ed ha un suo significato sia di appartenenza per chi vi abita sia di riconoscimento per coloro che vengono a visitare Recanati”.
Tra i numerosi presenti all’evento, anche Vanni Leopardi, discendente del poeta, Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, Massimo Corvatta, presidente DEA, Edoardo Biondi, professore emerito UNIVPM, Adolfo Guzzini, presidente iGuzzini, e l’autore del progetto d’illuminazione, premiato tre volte con l’Oscar, lo scenografo Dante Ferretti.

Colle dell'Infinito
photo © Giuseppe Saluzzi

Dante Ferretti, scenografo cinematografico e teatrale di fama mondiale, ha collaborato con tantissimi registi: in Italia Federico Fellini, Liliana Cavani, Marco Ferreri, Luigi Comencini, Ettore Scola e Franco Zeffirelli, e all’estero con Tim Burton e Martin Scorsese, per nominarne alcuni. Dante Ferretti è nativo di Macerata e le sue scenografie fantastiche e oniriche sono abitualmente curate insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo, arredatrice di set.
Con le soluzioni tecnologiche messe a disposizione da iGuzzini, Dante Ferretti ha progettato una “regia luminosa”, una messa a punto di luce scenografica che cerca di dare vita alle magiche e romantiche atmosfere vissute e cantate da Giacomo Leopardi nelle sue poesie, come ne Alla Luna, citata in apertura. Ferretti dice, riferendosi al suo lavoro: “Quello che ho voluto sottolineare è il contrasto romantico tra la luce lunare e quella artificiale che illuminano contemporaneamente la città, i suoi vicoli, le sue piazze, i suoi monumenti e le sue strade, fino ad arrivare al Colle dell’Infinito. In questo luogo era impossibile non provare a fare dei paralleli con la vita di uno dei suoi cittadini più illustri, quindi abbiamo provato a creare una luce poetica che spero possa valorizzare la bellezza dei luoghi leopardiani”.

Il Parco si è arricchito così di un percorso emozionale e virtuale grazie agli apparecchi LED di ultimissima generazione, che valorizzano questo luogo simbolico tramite una luce artificiale capace di ricreare la dimensione notturna della luce della luna. L’azienda iGuzzini ha infatti sviluppato una nuova applicazione di luce intelligente costituita da apparecchi LED regolabili DALI, che trasformano il parco in un luogo interconnesso, dato che ogni punto luce rappresenta un “nodo intelligente” che permette ai visitatori di ricevere informazioni utili tramite app utilizzando le tecnologie Bluetooth Low Energy e beacon.
Le più importanti finalità dell’intervento illuminotecnico sono in primis l’abbattimento dei consumi energetici, poi l’aumento della sicurezza e il comfort dell’area e infine offrire un paesaggio notturno vicino allo spirito leopardiano del luogo.
Dal mese di giugno verranno implementate ulteriori funzioni accessorie di sicurezza, Wi-Fi e alimentazione per dispositivi mobili negli apparecchi di illuminazione. L’azienda iGuzzini assicurerà “sistemi specifici di monitoraggio delle condizioni ambientali e della vegetazione, installati sull’impianto, che favoriranno la conservazione e lo sviluppo delle specie vegetali e animali presenti”. L’azienda ha tenuto fede alla promessa di fornire tecnologia ad alta efficienza energetica, design innovativo e cura del dettaglio, che ridisegnano gli ambienti del Parco dell’Infinito nel pieno rispetto del suo forte carattere identitario.

Colle dell'Infinito
photo © Giuseppe Saluzzi

Le specifiche dell’impianto d’illuminazione

Agli ingressi del parco sono stati collocati come iconici segnali gli apparecchi su palo Fiamma, disegnati da Michele De Lucchi, mentre il viale principale che fiancheggia viale Colle dell’Infinito è costellato da apparecchi su palo Twilight che assicurano un’illuminazione uniforme del piano orizzontale, risparmio energetico e abbattimento dell’inquinamento luminoso. L’effetto di illuminazione “lunare” sulla chioma degli alberi del viale è reso possibile dagli apparecchi Woody WGB.
I Bollard iWay, in doppia versione da 610 e 250 mm, illuminano con luce radente al suolo rispettivamente il percorso che fiancheggia le mura occidentali del Convento di Santo Stefano e i percorsi secondari a carattere paesaggistico. Sistemi di proiettori Palco InOut, dal design minimale e compatto e ottiche con tecnologia Opti Beam, delineano il profilo delle mura del Convento e del cenotafio. Light Up Earth con ottica simmetrica Medium orientabile illuminano dal basso le chiome dei sempreverdi, mentre incassi a terra Light Up Earth effetto wall washer, muniti di controcassa, illumineranno in una seconda fase l’esedra di via monte Tabor. Il sistema di illuminazione del parco viene completato da proiettori Woody e MaxiWoody, a cui è affidata, tra le altre, l’illuminazione del poggio dell’Infinito e della nota epigrafe dedicata all’ermo colle di leopardiana memoria.

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