ATOLLO, QUARANT’ANNI NEL MARE DELLA LUCE


Atollo

Contrariamente alle mie abitudini professionali, inizio con un ricordo personale. Il mio primo articolo scritto per la rivista LUCE, nel febbraio 2012, era proprio dedicato all’iconica Atollo di Oluce (LUCE 301/2012). Da sempre amata e desiderata, ora sta in casa mia, perfetta, nera e severa. Desiderio esaudito. Dopo decine di articoli, interviste a grandi architetti, lighting designer o scrivendo di splendide lampade, il fascino del primo amore rimane immutato. Come è immutata la curiosità verso questo nuovo progetto di Oluce, intenso e affascinante, che la omaggia e la reinventa.

In occasione della Milano Design Week 2018, Oluce ha presentato AtolloArte, un progetto curato da Nicola Di Battista (già direttore di Domus) e sviluppato con la collaborazione della Fondazione Vico Magistretti, per celebrare i 40 anni dell’iconica lampada. Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto ed Ettore Spalletti – quattro grandi maestri dell’arte contemporanea – sono stati chiamati a “rendere omaggio alla lampada di Magistretti realizzando un proprio lavoro che partisse dalla lampada stessa e che raccontasse anche della loro maniera d’intendere l’arte” (Nicola Di Battista).

AtolloArte è un calembour tra l’Atollo come prodotto di design e come isola, accostata al mondo dell’arte. La lampada diventa il punto di partenza dell’opera e al tempo stesso il fil rouge che tiene insieme tutte le opere, definendo uno spazio chiuso come una sorta di arcipelago, un atollo.

Atollo
L’omaggio di Enzo Cucchi
(photo © Alessandro Gaja)

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L’omaggio di Mimmo Paladino
(photo © Alessandro Gaja)

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L’omaggio di Ettore Spalletti
(photo © Alessandro Gaja)

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L’omaggio di Michelangelo Pistoletto
(photo © Alessandro Gaja)

Descriviamole con le parole di Nicola Di Battista: “Mimmo Paladino tocca in maniera profonda la forma della lampada, riprogettandone l’intera configurazione spaziale e creando così un oggetto completamente nuovo; Ettore Spalletti, aggiunge alla lampada un lieve segno sulla sua curva perfetta, che semplicemente la accarezza; Michelangelo Pistoletto, sceglie di aggiungere alla lampada originale un’altra forma, che ci spinge a pensare criticamente all’idea stessa di luce artificiale. Enzo Cucchi, ritiene la lampada non modificabile nella sua perfezione formale e allora si occupa solo di ridisegnarne l’imballaggio.”

Atollo
Atollo, versione in marmo portoro
(photo © Alessandro Gaja)

Accanto ai progetti degli artisti, l’azienda ha voluto renderle omaggio realizzandone una versione in portoro, prezioso marmo italiano originario di Porto Venere. Questo pezzo spettacolare è stato realizzato partendo da un singolo blocco di pietra, intagliato e rifinito dai migliori maestri marmisti. L’utilizzo specifico del portoro, caratterizzato da un nero intenso e venature dorate, ha sottolineato le geometrie essenziali della lampada di Magistretti, dandole una forte connotazione scultorea.

Il progetto è stato ospitato nel cortile del palazzo di via Conservatorio 22, progettato dallo stesso Vico Magistretti e adiacente al suo storico Studio Museo al numero 20, palazzo quest’ultimo progettato dal padre Pier Giulio negli anni Trenta, in cui Vico ha lavorato per sessant’anni. L’allestimento, progettato da Ferruccio Laviani, guarda ai due mondi protagonisti del progetto, quello dell’arte e quello del design.

Uno dei rari must see dell’ultimo Fuorisalone, un piccolo arcipelago di bellezza su cui atterrare per non lasciarsi sedurre dalle sirene che in questa edizione non sono mancate.

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