IL PALAZZO DELLE ARTI DI MUZIO TORNA A SPLENDERE DI LUCE INTERNAZIONALE


Triennale di Milano
© Gianluca Di Ioia

Nominato il nuovo Direttore Generale della Fondazione La Triennale di Milano, Carlo Morfini.
Nominati i quattro curatori di settore: Umberto Angelini per Teatro, danza, performance, musica; Lorenza Baroncelli per il settore Architettura, rigenerazione urbana, città, con delega al coordinamento artistico; Myriam Ben Salah per il settore Arti visive, new media, fotografia, cinema, televisione; Joseph Grima per il settore Design, moda, artigianato.
Altre figure di spicco del mondo del design, dell’arte e della cultura italiana e internazionale collaboreranno dai prossimi mesi con la Triennale, come Paola Antonelli, presente alla conferenza stampa, elegante e sorridente, curatrice per l’architettura e il design al Museum of Modern Art di New York e curatrice della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano.

“Un nuovo inizio”, ha affermato Stefano Boeri, in una conferenza affollatissima al Teatro dell’Arte. Presente il sindaco di Milano Giuseppe Sala, molto in forma e con una risposta rassicurante a una domanda dei suoi cittadini sull’auspicato, a voce, Museo della Moda. Se non abbiamo capito male: possibile sì, ma a una sola condizione che cerco di riassumere. Un nuovo museo richiede una visione (e gestione economica) almeno trentennale, un forte investimento: chi lo deve fare? Serve soprattutto una volontà che dovrebbe essere ampiamente sostenuta e condivisa dai protagonisti della Moda. E qualche dubbio l’abbiamo in tal senso!

Tornando felicemente alla Triennale, il Presidente Boeri, aprendo l’incontro con la stampa, ha detto che per la Fondazione queste nomine sono “Un inizio che non può che partire dalla scelta delle persone, dal team di donne e uomini che guiderà la Triennale nei prossimi anni e abbiamo puntato su profili con competenze differenti ma tutti con esperienze e collaborazioni internazionali”. Per il direttore generale, ha proseguito, “abbiamo scelto una figura di grande professionalità che guiderà l’istituzione nel processo di semplificazione e di revisione della governance, portando la Triennale a livelli sempre più alti e competitivi con le altre istituzioni internazionali”. E indicando il futuro che parte da domani, ha aggiunto: “Abbiamo ridisegnato le aree di curatela a partire dai linguaggi espressivi inscritti nell’articolazione spaziale della Triennale fin dalla sua creazione: il corpo, l’oggetto, lo spazio, l’immagine. I Curatori dei quattro linguaggi espressivi sono dunque stati scelti non solo per la loro esperienza e visione, ma anche per la capacità di gestire i processi creativi”.

Mentre ascoltavamo Stefano Boeri – riservato, gli occhiali sulla fronte come antenne sempre accese sui grandi temi internazionali –, su un grande schermo abbiamo visto scorrere bellissime immagini di iconiche e insuperabili mostre e dello splendido equilibrato edificio di Giovanni Muzio, una delle principali espressioni dell’architettura razionalista, donato alla città nel 1930 da illuminati imprenditori, la Famiglia Bertocchi, e sede dal 1933, sotto la guida di Gio Ponti e Mario Sironi, dell’Esposizione Triennale Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne e dell’Architettura Moderna.

Per diversi decenni Milano è stata New York, e la Triennale un riferimento importante nella vita culturale del nostro Paese. In dialogo costante tra società, arte e impresa, ha indirizzato e accompagnato dal dopoguerra in poi lo sviluppo economico, non solo di Milano, l’immagine sovente insuperabile a livello internazionale nell’architettura e nel design e la nascita – e il suo peso– del made in Italy nel mondo.
Molta strada è stata fatta in questi anni, e la Triennale infatti è ritornata a dare bagliori alla città. Ora è il momento, pensiamo arrivato, che il Palazzo delle Arti di Muzio torni a risplendere di luce, portando la Triennale a livelli sempre più alti e competitivi con le altre istituzioni internazionali. “Un nuovo inizio”, come ha affermato il presidente Stefano Boeri.