IL DESIGN TRA MONZA E BRIANZA


Arredoluce

Triennale Design Museum, al Belvedere della Villa Reale di Monza, racconta il design nel territorio di Monza e Brianza attraverso cinque mostre a cura di Silvana Annicchiarico e Giuseppe Basile, dedicate a 1 designer, 2 aziende, 1 premio e 1 materiale.
Le mostre: Ritrovare Gianfranco Frattini a cura di Marco Romanelli; Monza e Arredoluce a cura di Anty Pansera, Cantù e La Selettiva del Mobile a cura di Tiziano Casartelli; Lurago d’Erba e le fibre naturali a cura di Matteo Pirola; Monza e gli ultimi cappellai a cura di Lorenzo Damiani.
Spiega Annichiarico: “Dal 1948 al 1968 l’Italia, uscita sconfitta dal secondo conflitto mondiale, conosce un processo di crescita e di affermazione internazionale inaspettato e probabilmente irripetibile. Si può sostenere che il design italiano nasca proprio in quel periodo, a opera di un gruppo ristretto di giovani progettisti legati al più anziano Ponti”.

Delle cinque mostre ne abbiamo scelto una, quella dedicata al design della luce: Monza e Arredoluce, a cura della storica del design Anty Pansera*, che presenta una selezione di venti pezzi iconici dell’azienda monzese che testimonia una particolare case history del design italiano. Ne ricordiamo la presentazione, nei giorni scorsi in Triennale, del Catalogo Ragionato dal 1943 al 1987 della produzione documentata di Arredoluce e la ricostruzione della storia dell’azienda e dei designer che vi hanno lavorato, a cura di Anty Pansera, Alessandro Padoan e Alessandro Palmaghini.

Un po’ di storia: già nel 1943, Angelo Lelii, marchigiano trapiantato dall’infanzia a Milano, intraprendente ricercatore e appassionato “meccanico”, inizia a progettare e produrre lampade a Monza. Affiancato da sempre dalla moglie Bianca Bussetti, Lelii inizia a mettere a punto le sue straordinarie lampade; nel 1945 chiede e ottiene una licenza edilizia per la costruzione di un nuovo e articolato fabbricato in via Lecco.
Tutti i prodotti sono caratterizzati da un’innata eleganza e innovativi meccanismi. La loro realizzazione risulta inoltre raffinata e curatissima: marchiati da un elegante e sintetico logo, disegnato dallo stesso Angelo.
Dopo l’esordio all’VIII Triennale a Milano, nel 1947, la sua presenza permane anche nelle edizioni successive, con il coinvolgimento di designer di chiara fama, dai Fratelli Castiglioni (che progettano nel 1949 il Tubino) a Gio Ponti, a Ettore Sottsass Jr. e molti altri ancora; incontri che portano a felici risultati.
Negli anni Sessanta, spiega Anty Pansera , “Lelii privilegia un impegno più diretto, nonché una produzione per certi versi più sofisticata, come innovazioni meccaniche e luminose. Disegna, di fatto, quasi il 90% delle lampade prodotte da Arredoluce, tra le quali possiamo ricordare le lampade dei cinema cittadini: dal ‘Cinema/Teatro Villoresi’, al Metropol (1955)”.
I suoi prodotti sono stati soprattutto distribuiti e apprezzati negli Emirati del Golfo, e già negli anni Cinquanta, emiri e grandi alberghi sono i primi a richiederli.
Successivamente, affronta anche il difficile mercato degli Stati Uniti, dove spesso si recava per stringere importanti contratti produttivi (si racconta della sua grande passione per l’America, in cui viaggiava molto, regalando lampade prestigiose alla famiglia Kennedy, e che nel suo show room c’era una gigantografia del presidente JFK). Ed è proprio a San Francisco che l’artista e designer Nanda Vigo scopre Arredoluce.
Alla fine degli anni Sessanta inizia un lungo e fruttuoso periodo di collaborazioni di Lelii con Vigo: nascono prototipi e numerosi apparecchi iconici come la Golden Gate e la lampada a stelo Osiris, che riceve, in occasione della XV Triennale (1973), la Medaglia d’argento.
Proprio quell’anno, e in concomitanza con la dipartita della moglie Bianca, Angelo abbandona il timone dell’azienda, dopo aver trascorso trent’anni di prolifica progettazione e produzione di uno straordinario campionario di apparecchi luminosi.

 

* Anty Pansera è tra le maggiori storiche del Design a livello internazionale; ha curato l’organizzazione di Archivi e Musei aziendali, tra i quali segnaliamo quelli di Alessi e iGuzzini. Diretto la collana I designer italiani, edita da Laterza, insieme a Gillo Dorfles, pubblicando i volumi dedicati a Bruno Munari, Anna Castelli Ferrieri, Giuseppe Pagano. Membro prima del cda della Fondazione Museo del Design della Triennale, è oggi nel comitato scientifico dello stesso ente e del trustee della Design History.

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