Giro di boa per il Salone 2018, e se questo è l’anno di riposo per Euroluce non lo è certo per la luce in generale, che quando non è la protagonista diretta è chiamata a mettere in risalto le più svariate creazioni del mondo del design in affascinanti installazioni. Proponiamo qui una lista, certamente non esaustiva, di cose da vedere in giro per Milano.

FuoriSalone 2018
Atollo Arte (photo © Stephanie Carminati)

Impossibile non cominciare dalla zona di corso Monforte, la via per eccellenza della luce, con i principali showroom dei marchi protagonisti del mondo del design della luce. Imperdibile Atollo Arte, nella vicina via Conservatorio 22, in cui Oluce celebra i 40 anni dell’iconica lampada di Vico Magistretti invitando quattro artisti a rielaborare Atollo, ognuno con la propria sensibilità. Ecco allora Mimmo Paladino rielaborarla in una forma giocosa che strizza l’occhio a Pinocchio, mentre Michelangelo Pistoletto ripropone l’archetipo del candelabro, unendo quindi il design contemporaneo alla prima forma di illuminazione artificiale. Più delicati nel loro intervento Ettore Spalletti e Enzo Cucchi, che mostrano il loro rigoroso rispetto per lo status di icona di Atollo limitandosi ad applicare una virgola dorata il primo e a riprogettarne il packaging il secondo – che coglie l’occasione per fare un omaggio anche a Jannis Kounellis. In mostra, inoltre, una versione limitata realizzata da un blocco unico di prezioso marmo portoro.

Michael Anastassiades è protagonista dello showroom di Flos in corso Monforte 15, con Jewels after Jewels after Jewels, l’installazione che traccia un parallelismo tra design del gioiello e design della luce, grazie al sistema modulare di elementi geometrici a LED Arrangements.
Poco prima, al civico 9, Calvi Brambilla trasformano l’altro showroom di Flos in tempio celebrativo del centenario di Achille Castiglioni. In Se non siete curiosi, lasciate perdere, in mostra la sua vasta produzione per il marchio, in gran parte ancora in catalogo, e un’occasione per ammirare disegni e materiali di archivio. Divertenti le riedizioni per il Salone di Ventosa e Nasa, giocose lampade recuperate direttamente dall’archivio storico.

Artemide (photo © Stephanie Carminati)

Al 19, Artemide accoglie i visitatori con la frescura e i profumi di un allestimento vegetale, piacevole oasi in queste giornate primaverili, mentre più in là Nemo presenta le novità e le sue riedizioni, frutto di anni di studio tra disegni e progetti, delle lampade progettate da Le Corbusier e Charlotte Perriand per le loro architetture, ormai parte della storia.

Allontanandosi di poco, in corso Venezia 11, Audi City Lab ritorna anche quest’anno con Interni negli spazi del Seminario Arcivescovile con Fifth Ring, installazione di MAD Architects che mette in contrapposizione un ampio anello circolare luminoso sospeso con lo spazio quadrato del cortile che lo contiene, creando giochi di luci e riflessioni sul sottostante specchio d’acqua. Poco più in là, in via della Spiga, Marco Nereo Rotelli rende omaggio a Gillo Dorfles con una serie di proiezioni luminose a terra.

I cortili e i loggiati dell’Università Statale, in via Festa del Perdono, sono anche quest’anno la sede dell’evento principale del FuoriSalone di Interni, che festeggia quest’anno i 20 anni. Tra le numerose installazioni citiamo:

  • FuturSpace di Peter Pichler Architecture: struttura lignea che gioca con gli elementi dell’architettura rinascimentale (simmetria, proporzione, geometria) esplorando la potenzialità materica del legno in un’esperienza emozionale. Uno spazio grotta illuminato da Zumtobel Group Lighting, dalla cui texture la luce crea effetti di chiaroscuro.
  • Frame Emotions di Alexander Bellman e Gruppo C14: due rappresentazioni antitetiche della casa, con lo stesso archetipo di partenza. Casa tradizionale e casa contemporanea convivono e interagiscono nel dualismo tra il wireframe luminoso della struttura aperta (di Linea Light Group) e il volume pieno.
  • Alla scoperta dell’infinito di Lorenzo Damiani per IKEA Italia Retail: abitazione dalle forme archetipe, rivestita al suo interno dai sistemi di arredo modulari del colosso svedese, esplorabile solo grazie alla torcia a manovella Ljusa.
  • Baldacchino di Stanton Williams Architects: un’architettura coreografica illuminata da iGuzzini Illuminazione, con al suo centro la citazione del baldacchino come elemento architettonico che contiene e valorizza uno spazio. Una lanterna in acciaio e plexiglass retroilluminato a LED sospesa su un piano orizzontale invita alla contemplazione e al riposo.
  • Home Co-Thinking di Massimiliano Iosa Ghini: casa intesa come luogo condiviso e sociale, spazio di conversazione intorno a un enorme tavolo in materiale ceramico. Un social analogico definito da grandi lastre di gres porcellanato, lavagne su cui lasciare un messaggio. Anche in questo caso, l’illuminazione è a cura di iGuzzini.
Cells di Filippo Taidelli
  • Cells di Filippo Taidelli: in una riflessione sull’abitare ospedaliero, la cellula è intesa come unità biologica e come unità architettonica minima. Due celle, di uguale dimensione ma con aspetti formali differenti; la prima con un’illuminazione simile a quella solare fornita dalla finestra artificiale di Coelux, la seconda con un sistema di illuminazione di Platek progettato da Rossi Bianchi lighting design.
  • Limbo di Jacopo Foggini per Ferragamo Parfums, nel loggiato ovest: 7 portali di policarbonato riciclato definiscono un percorso sinestetico illuminato da iGuzzini.
  • Curves di Marco Merendi e Diego Vencato: la lampada Zurigo del 1966 di Luigi Massoni, rieditata, è qui sovrapposta e sospesa a formare 4 chandelier, mentre alcune teche illustrano il percorso dei Fratelli Guzzini nel campo dell’illuminazione.

Spostandoci verso Cairoli, in via Beltrami, di fronte a Piazza Castello, We feel your energy, smart square pensata da Progetto CMR. Tre sagome umane riprendono la sagoma del Duomo in una scultura luminosa preceduta da un pavimento rivestito da innovative piastrelle che, quando calpestate, producono energia e suoni.

FuoriSalone 2018
Orto Botanico di Brera (photo © Stephanie Carminati)

Nel Brera Design District, imperdibile l’Orto Botanico di Brera, in cui Eni Gas e Luce in partnership con Hive presenta installazione di Mario Cucinella e dei giovani di SOS – School of Sustainability, scuola post laurea di Bologna. Il giardino settecentesco diventa per l’occasione una immaginaria smart city, in una scenografia popolata di 700 casette luminose.

In via Giuseppe Sacchi 5, Preciosa Lighting presenta Breath of Light, un’installazione fatta di gocce di vetro soffiato che si illuminano al ritmo del respiro dei visitatori. Nel Foscarini Spazio Brera in via Fiori Chiari 28 James Wines reinterpreta il tema della classica lampadina in The Light Bulb Series, parte dell’installazione Reverse Room.

FuoriSalone 2018
Orion by Lee Broom (photo © Stephanie Carminati)

Lee Broom, tra i giovani talenti inglesi del design, espone le sue creazioni luminose in via Lovanio 6.

Vale sicuramente la pena fare un salto nel nuovo distretto di Ventura Centrale, in via Ferrante Apporti. L’occasione per entrare nei numerosi tunnel, generalmente chiusi al pubblico, nascosti sotto ai binari della stazione; interessanti spazi industriali che riprendono vita grazie al design, in allestimenti in cui la luce gioca un ruolo importante.

Soundscape, presented by AGC Asahi Glass (photo © Stephanie Carminati)

 

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