Un’Aurora blu al Museo Ebraico di Berlino


Ganzfeld
James Turrell, Ganzfeld "Aural", 2004 Jewish Museum Berlin, gift of Dieter and Si Rosenkranz photo © Florian Holzherr

L’installazione luminosa di James Turrell sarà visitabile per oltre un anno

Esplorare le modalità attraverso cui percepiamo la luce è stato per decenni il centro della ricerca artistica di James Turrell (1943, Los Angeles). Le modalità della percezione umana in ambienti controllati, o in condizioni di alterazione percettiva, e la qualità emozionale del nostro modo di percepire la luce, lo spazio e il tempo, sono al centro della serie di opere che Turrell ha intitolato Ganzfelds.

Ganzfeld Aural, prima di queste opere realizzate a Berlino, risale al 2004, quando era stata realizzata appositamente per un’esibizione all’IVAM (Institut Valencia d’Art Modern). Recentemente donata al Museo Ebraico di Berlino dai collezionisti tedeschi Dieter e Si Rosenkranz, mecenati di lunga data e importanti figure culturali della città, l’opera viene esposta dal 12 aprile fino al 30 settembre 2019, all’interno di un padiglione temporaneo appositamente costruito nel Giardino del museo, famoso per essere stato ampliato in stile decostruttivista dall’architetto statunitense Daniel Libeskind nel 2001.

Ganzfeld
James Turrell
photo © Grant Delin

Il termine tedesco Ganzfeld (in italiano “campo totale”) indica una tecnica di deprivazione sensoriale che descrive il fenomeno della perdita totale di percezione della profondità. Attraverso l’uso controllato della luce, il Ganzfeld crea una stimolazione visiva costante, in grado di interrompere le nostre facoltà percettive attraverso l’assenza di contrasti. Il sistema nervoso umano si mette perciò automaticamente alla ricerca di stimoli, cosicché anche le impressioni ottiche più lievi diventano improvvisamente percepibili. Ne scaturisce uno stato psicologico-sensoriale di emergenza, comparabile alla sensazione surreale che si prova quando immersi nella nebbia, in un grande campo innevato o nel buio. I Ganzfeld vengono definiti da Turrell come “sensing spaces”: spazi percettivi e campi visivi omogenei, dove è impossibile distinguere l’alto, il basso e l’orizzonte, e che forniscono allo spettatore l’esperienza disorientante della “pienezza del vuoto”.

Ganzfeld
James Turrell, Ganzfeld “Aural”, 2004
Jewish Museum Berlin, gift of Dieter and Si Rosenkranz
photo © Florian Holzherr

 

Inserita nel contesto nel giardino del museo, raggiungibile soltanto attraverso il sotterraneo Asse dell’Esilio, l’installazione immersiva, che avvolge completamente lo spettatore in un campo luminoso, si relaziona in maniera densa di significato al simbolismo giudaico della luce che connette tra loro l’inizio e la fine della Creazione, presentandosi come una delle più spettacolari interpretazioni artistiche della genesi della luce.

Precedente A DOLO, <i>LUCCICANDOINSIEME</i>
Prossimo <i>RES·O·NANT</i>