UNA NUOVA LUCE A SERVIZIO DELLA COLLEGIATA DI BELLINZONA


Collegiata di Bellinzona

Considerata tra i monumenti più importanti del Cantone Ticino, la Chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Stefano di Bellinzona, Svizzera, è un edificio religioso rinascimentale, con inserti barocchi e rococò, che si eleva maestoso nel centro storico cittadino. Costruita tra il 1515 e il 1543 su progetto di Tommaso Rodari di Maroggia – già scultore e architetto del Duomo di Como – e rimaneggiata nei secoli successivi, la chiesa prende il nome da due edifici religiosi preesistenti, la Chiesa di San Pietro, risalente almeno al 1168, e la Chiesa di Santo Stefano, consacrata nel 1473 e sulle cui fondamenta sorge l’attuale edificio.

Collegiata di Bellinzona
Sebbene la facciata rivestita in pietra di Castione sia tripartita – lasciando intuire, con i suoi due portali laterali quattrocenteschi e con quello principale del 1640 sormontato dall’imponente rosone a 12 raggi, un interno a tre navate –, l’edificio è a navata unica. Sormontata da una volta a botte lunettata decorata con stucchi secenteschi, questa si apre lateralmente su una serie di cappelle decorate a stucco da Giovanni Battista Barberini e ospitanti tele di diverse epoche, opere di pregevoli artisti come Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, Camillo Procaccini, Bartolomeo Roverio detto il Genovesino. Uno pseudo-transetto con decori rococò, coperto da una cupola con pennacchi, conduce al coro voltato a crociera e, infine, all’abside poligonale.

La presenza di opere che vanno dal XV al XIX secolo – tra cui la pregevole acquasantiera nota come Fontana Trivulzio, ricavata da una fontana in marmo proveniente dal castello di Gian Giacomo Trivulzio a Vigevano, e l’organo risalente al 1588 –  rende la Collegiata un importante polo d’attrazione turistica.
Proprio per salvaguardare e mettere in ulteriore risalto questo patrimonio artistico, la Chiesa Collegiata è stata recentemente oggetto di un intervento illuminotecnico volto alla sostituzione del precedente impianto a incandescenza che, oltre a essere dispendioso in termini di consumi e manutenzione, contribuiva inesorabilmente al deterioramento fotochimico dei numerosi dipinti presenti.

Collegiata di Bellinzona

I nuovi apparecchi a LED sono stati progettati su misura per soddisfare le specifiche esigenze del progetto da B light, giovane azienda di Villotta di Chions (Pordenone). Per soddisfare la necessità di avere fonti luminose dirette, indirette e d’accento, l’azienda ha appositamente realizzato tre proiettori custom e customizzato il suo apparecchio lineare Linear Tube.

Lungo i due lati della navata centrale e attorno alla circonferenza della cupola sono stati posizionati 38 proiettori asimmetrici in due versioni, con potenza 17W o 36W, di forma rettangolare, in alluminio estruso e finitura bianco opaco. Orientabili a 180° sul piano orizzontale, i loro flussi luminosi sono rivolti verso punti diversi, come la volta, il coro o l’abside.
Per illuminare i particolari architettonici, le decorazioni e i dipinti presenti sull’altare, il transetto e le pale laterali, sono stati installati sui cornicioni 62 proiettori regolabili, in due versioni, da 17W o 36W.
Sono stati inoltre realizzati 20 proiettori più piccoli, con potenza 17W, posizionati ai quattro angoli del presbiterio, ai lati del transetto e verso il coro, in modo da illuminare al meglio vari particolari quali statue e dipinti. Anch’essi orientabili a 180° sul piano orizzontale, sono montati su staffe portanti in alluminio che consentono anche la doppia rotazione sul piano verticale di 180°. Blocchi meccanici graduati garantiscono la stabilità del puntamento prescelto. Le finiture, caratterizzate da vernici a polvere di colore bianco carrara, si integrano perfettamente nell’architettura della chiesa.
Per completare il progetto illuminotecnico, B Light ha realizzato 33 sistemi lineari nella versione custom del Linear Tube, installati sui cornicioni in quota ai lati dei transetti.

Grazie all’elettronica flicker-free per riprese televisive in HD e la possibilità di dimmerare gli apparecchi dall’1 al 100% con modulazione d’impulso (PWM) ad altissima frequenza, il progetto illuminotecnico permette molteplici regie luminose, adattandosi alle varie funzioni. L’impianto, infatti, prevede di regolare l’intensità della luce con un sistema di controllo DMX che consente di creare scenari luminosi diversi, proponendo la giusta atmosfera in funzione delle diverse occasioni o celebrazioni religiose.

Massima attenzione è stata rivolta alla scelta di apparecchi che potessero mettere nella giusta luce la bellezza architettonica degli spazi, esaltando in particolar modo i pregiati elementi scultorei, le decorazioni a stucco, le tele e le pitture murali. Per questo tutti gli apparecchi utilizzati hanno un indice di resa cromatica CRI > 97, caratteristica che permette di godere delle cromie nel modo più fedele possibile alla realtà.

Il risultato finale è una luce in grado di garantire un adeguato comfort visivo e allo stesso tempo un’atmosfera calda e accogliente; un’illuminazione efficiente e duratura, nel rispetto delle numerose opere ospitate all’interno della Collegiata e del suo valore storico e liturgico.

 

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