Un approccio multidisciplinare per un progetto illuminotecnico nato da precise basi scientifiche ha condotto alla “rinascita” del Salone dei Cinquecento. L’incontro, a Firenze, con tutti gli attori coinvolti: da Giorgio Caselli a Carla Balocco, da Matteo Casanovi ad Antonio Pasqua, da Claudio Vallario a Stefania Galanti

Palazzo Vecchio è uno dei simboli universalmente riconosciuti della città di Firenze. Ma, per i fiorentini, l’edificio è foriero di storie e significati più profondi, che i forestieri non sempre sono in grado di comprendere fino in fondo. Al suo interno si trovano spazi e opere d’arte di inestimabile valore e “il Palazzo del popolo e del governo” – come lo ha descritto l’architetto fiorentino Alfredo Lenzi – è ancora tale: è aperto al pubblico (anche grazie al progetto “Spalancare le porte di Palazzo Vecchio”, portato avanti negli ultimi anni) ed è sede del Comune.

Al suo interno si trova il Salone dei Cinquecento, lo spazio creato dal Cronaca per volere di Girolamo Savonarola per ospitare in sessioni di 500 “netti di specchio” i cittadini che prendevano parte al governo della Repubblica, poi definito nel suo aspetto attuale dall’intervento di Giorgio Vasari su commissione di Cosimo I de’ Medici. La sala rettangolare conserva ancora il ricco apparato decorativo voluto dal Duca. Il lato sud è dotato di nicchie con statue romane originali, il lato opposto – la Tribuna dell’Udienza, che ospitava in origine il trono di Cosimo I – è impreziosito dalle statue dei Papi Medicei e dipinti su ardesia. I lati lunghi sono affrescati con le più importanti battaglie che hanno segnato il dominio di Firenze sul territorio, mentre, lungo le pareti, sono posizionate 6 statue delle fatiche di Ercole e il genio della Vittoria di Michelangelo. Sul soffitto, 39 pannelli dipinti da Vasari e dalla sua bottega raccontano importanti episodi della vita di Cosimo I e sono fissati sul tetto a capriate lignee attraverso imponenti cornici dorate. Il Salone dei Cinquecento è oggi utilizzato in tantissime occasioni: i responsabili di Palazzo Vecchio dichiarano che non passa giorno senza che qui si svolga almeno un evento! Cene di gala, conferenze, concerti, visite culturali… La grande varietà di destinazione d’uso, unita all’importanza intrinseca dello spazio, richiedeva la realizzazione di un nuovo sistema di illuminazione che potesse rendere giustizia al suo patrimonio storico-culturale, tenendo conto della sua polifunzionalità.

 

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