Una splendida mostra a Ferrara che procede tra capolavori e luce. Ne abbiamo parlato con Barbara Guidi, Antonio Ravalli, Alberto Pasetti e Andrea Nava

A Ferrara risplende di nuova luce uno degli edifici rinascimentali più celebri al mondo, Palazzo dei Diamanti, così denominato per la particolarissima forma degli oltre 8.500 blocchi di marmo che compongono il suo bugnato. Progettato da Biagio Rossetti, fu costruito dal 1493 per conto di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I d’Este. In occasione del restauro e rinnovamento impiantistico dell’illuminazione delle sale a piano terra, durato circa un anno e mezzo tra progetto e realizzazione del nuovo impianto, la Fondazione Ferrara Arte ha inaugurato una mostra nel V centenario della stampa del Furioso, nel segno della qualità storico-artistica di un progetto espositivo di cui certamente si parlerà molto: “Che cosa vedeva l’Ariosto quando chiudeva gli occhi, e componeva l’Orlando Furioso”.

Un lavoro condotto dai curatori Guido Beltramini e Adolfo Tura, Maria Luisa Pacelli e Barbara Guidi, e da un comitato composto da studiosi di letteratura e da storici dell’arte. Straordinaria narrazione d’immagini di capolavori dei più grandi artisti del Rinascimento: da Mantegna a Leonardo, da Michelangelo a Raffaello, da Paolo Uccello a Botticelli a Tiziano con il “Baccanale degli Andrii“, oggi al Prado, che torna in Italia a cinque secoli dalla sua creazione. Oltre a sculture antiche e rinascimentali, incisioni, arazzi, armi, strumenti musicali, libri e manufatti di impareggiabile bellezza e preziosità.

LUCE incontra i protagonisti di questa trasformazione e traccia un percorso a ritroso di quelle che sono state le tappe salienti e le principali motivazioni che hanno portato a un risultato di altissimo livello sotto il profilo della messa in scena dell’apparato espositivo di un mondo Ariostesco del tutto inedito.

Ne abbiamo parlato con la curatrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Barbara Guidi, il progettista dell’allestimento Antonio Ravalli, col lighting designer Alberto Pasetti e l’amministratore delegato di Erco Italia, Andrea Nava.

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