Bisogna stabilire una relazione fra la creazione della forma e il luogo dell’esposizione della forma stessa: l’uno comprende l’altro, e con la luce lo spazio che circonda l’oggetto diventa l’opera, lo spettatore al suo centro. Questa premessa dell’opera estesa nello spazio è stata la novità sperimentata da Lucio Fontana (1899, Rosario, Argentina – 1968, Varese, Italia), padre degli ambienti immersivi. L’autore del celebre Ambiente spaziale a luce nera (di Wood), inscenato a Milano nel 1949, oltrepassa i limiti convenzionali della pittura e della scultura con opere ambientali in cui i materiali sono soprattutto lo spazio e la luce, che destano una sensazione di completo spaesamento spazio-temporale. Scrive Fontana: “È stato il primo tentativo di liberarsi di una forma plastica statica. L’ambiente era completamente nero, con la luce nera di Wood, entravi trovandoti completamente isolato con te stesso, ogni spettatore reagiva col suo stato d’animo del momento […] L’importante era non fare la solita mostra di quadri e di sculture, ed entrare nella polemica spaziale” (E. Crispolti, Omaggio a Fontana, 1971). Nel decennio successivo al soggiorno argentino, Lucio Fontana trova nella Milano travagliata del dopoguerra, quella “città che sale” icona del movimento futurista, terreno fertile per la sua ricerca artistica incentrata sulla contaminazione tra arte e scienza. Vi materializza il suo “concetto spaziale”, teorizzato nel Manifiesto Blanco (1946) e, l’anno dopo, nel Primo Manifesto dello Spazialismo, sostenuto da giovani artisti e architetti, fra cui BBPR, Figini e Pollini, Zanuso e Baldessari, i primi a intuire il potenziale innovativo dei suoi ambienti. Fontana, interessato alle risorse scientifiche e tecnologiche, incomincia a immaginare uno spazio cosmico, introducendo la luce nei sui ambienti, strutture e corridoi, consapevole del fatto che gli artisti debbano anticipare innovazioni scientifiche. Con il movimento spazialista Fontana sostituisce ai colori nuovi mezzi espressivi come la luce nera, il neon, la televisione, la vernice fluorescente, la gomma, le carte metalliche, il radar e tutti i materiali indicatori dell’intelligenza umana.

 

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