CASA ITALIA A PYEONGCHANG


ARTE E DESIGN MADE IN ITALY

A ospitare Casa Italia, in occasione dei XXIII Giochi Olimpici Invernali in Corea del Sud, è il Yongpyong Golf Club di PyeongChang, un moderno rifugio dalle pareti vetrate immerso nella neve, tetto spiovente da apparire un profondo triangolo di piombo sospeso sul vetro, capace di evocare un forte senso di immersione nella natura che lo circonda.
Casa Italia a PyeongChang – dopo il successo del progetto al Costa Brava a Rio de Janeiro per le Olimpiadi 2016, voluto fortemente da Diego Nepi Molineris del CONI ( LUCE 317|2016) – prosegue e conferma il progetto di valorizzare l’eccellenza del made in Italy a livello internazionale, non solo nello sport ma anche nell’arte, nel design e nell’accoglienza. L’obiettivo è presentare il nostro Paese attraverso un’invenzione culturale riconosciuta in tutto il mondo: la rappresentazione della prospettiva. Un’idea che ha rivoluzionato il modo di vedere e di interpretare la realtà nella storia e che, a Casa Italia 2018, viene attualizzata e resa moderna da un linguaggio e un ambiente contemporaneo che rappresentano l’eccellenza e l’eclettismo italiano.

Immersa in uno splendido scenario di neve, Casa Italia ospita diverse opere d’arte, tra cui alcune di luce, come la preziosa e sensoriale Avvolgente casa dell’artista Massimo Uberti, che ci fa vedere il perimetro in prospettiva di una casa italiana, o quella di Patrick Tuttofuoco, un neon che riproduce la silhouette delle proprie mani che mimano la parola “Welcome”. O, ancora, la scritta luminosa di Maurizio Nannucci Same Words Different Thoughts, che inneggia alla diversità del linguaggio come valore, e l’opera al neon di Valerio Rocco Orlando (Who am I?), una scritta in coreano, omaggio di Casa Italia alla cultura della meditazione tipica di questo Paese ospite. Arricchiscono ulteriormente gli ambienti le opere di Cristian Chironi, la cui grande tenda in PVC, collage dove elementi naturali e manufatti umani convivono in un caos ideale, caratterizza la sala del ristorante, i panorami capovolti delle fotografie South #01 di Gea Casolaro, o le Astrazioni Novecentiste di Carlo e Fabio Ingrassia, serie di lavori miniaturizzati. Davide Monaldi, con la sua Carta da parati, rende tridimensionale e scultoreo ciò che, solitamente, è percepito come sfondo.

A Casa Italia, per il design made in Italy, le lampade La Traviata del grande scenografo Bob Wilson. Un’installazione di sgabelli scultorei disegnati da Alessandro Mendini, Vito Nesta, Gianni Veneziano e Luciana Di Virgilio e Michele de Lucchi. Le poltrone Margherita di Jacopo Foggini, i tavolini di Joanna Gravunder, i divani disegnati da Francesco Binfaré.
Proseguendo in altri ambienti di Casa Italia, il ristorante è illuminato da una costellazione di lampade Hanami di Adriano Rachele, con tavoli Ademar e Amalong e sedie Gisa di Giulio Iacchetti. Ci sono poi le poltrone Grinza di Fernando e Humberto Campana e la Panca Molletta di Baldessari e Baldessari, i tavolini Twinkle di Chiara Andreatti e i coffee table Soft di Nendo.
A Italia Team è dedicata una speciale Lounge Azzurri, formata da ambienti con vista sul panorama circostante la Casa, con il grande divano Aster Papposus di Fernando e Humberto Campana, le panche Bent di Naoto Fukasawa, la Mountain in legno di cedro disegnata da Hisiao-Ching Wang e i coffee table Fountain di Tokujin Yoshioka.

Accoglienza, arte, design sono i valori presenti a Casa Italia che rendono la visita un’esperienza autentica di ospitalità, tra la neve e il “fuoco” dello sport che s’accende in tutti gli atleti del mondo in gara in questi XXIII Giochi Olimpici Invernali in Corea del Sud.

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