L’Esercito di Terracotta, dall’antica Cina a Napoli


Esercito di Terracotta
(photo © Mario Zifarelli)

Fino al 28 gennaio, nella suggestiva cornice cinquecentesca della Basilica dello Spirito Santo in via Toledo 402, nel centro storico di Napoli, sarà aperta la mostra internazionale L’esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina, grazie alla quale è possibile ammirare una parte del famoso Esercito di terracotta fatto costruire dal primo imperatore cinese Qin Shi Huang nel terzo secolo avanti Cristo per vegliarlo e proteggerlo nell’aldilà. Il sovrano era infatti ossessionato dall’idea dell’immortalità, e per questo volle che il suo fidato esercito lo proteggesse anche dopo la morte ordinandone l’esatta riproduzione in tutti i suoi componenti.
Si narra che per la costruzione del suo mausoleo – ancora in larga parte sepolto – e dell’esercito posto a sua guardia, composto di 8.000 statue disposte in 8 fosse, furono necessari più di 40 anni e 700 mila uomini. La straordinarietà di quest’opera, inserita nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, consiste nell’estrema dovizia con cui sono state realizzate le statue: il viso di ogni guerriero è diverso da quello degli altri e il loro abbigliamento rispecchia fedelmente quello dei guerrieri dell’epoca.

La scelta della cinquecentesca Basilica dello Spirito Santo come luogo della prima tappa italiana della mostra non è casuale: richiama infatti la sacralità del mausoleo in cui sono esposte le statue originali in Cina. Ha dichiarato in proposito il curatore Fabio Di Gioia: “La scelta di Napoli per esporre la grande mostra internazionale sull’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore, poggia su importanti affinità culturali. Basti pensare alla grandiosa e vivida operosità che fu necessaria alla realizzazione dell’imponente meraviglia oggi ritrovata nella Necropoli di Xi’An […] Altro segno di vicinanza culturale con il carattere della città e le sue tradizioni è l’importanza data nel quotidiano al culto dei morti e alla vita oltre la morte. Sempre per analogia, a Napoli anche la scultura in sé, tanto nelle rappresentazioni del sacro quanto in quelle del profano, possiede una particolare forza evocativa”.

L’esposizione si estende per circa 1800 metri quadri ed è una delle più complete mai realizzate finora su questo straordinario gruppo statuario, con più di 300 oggetti esposti tra riproduzioni dei guerrieri, armi, vasellame e altri oggetti d’arte dell’epoca. Le 170 statue dei soldati di terracotta esposte sono state riprodotte attraverso i calchi originali utilizzati più di duemila anni fa per realizzare l’Esercito di Terracotta.

La spettacolarità delle statue è esaltata anche da un’installazione luminosa con inserti audiovisivi. Videoproiezioni su schermi giganti e una zona interattiva contribuiscono a far immergere il visitatore in un’atmosfera unica. L’obiettivo della mostra è di catapultare il visitatore nella Cina del terzo secolo avanti Cristo. Un viaggio che non solo vede Napoli come prima nazionale dell’esposizione, ma, come spiega il curatore italiano Fabio di Gioia, “passa attraverso 2000 anni di storia, con l’ausilio dell’artigianato moderno proveniente dalla stessa regione dello Xi’An”.

Alla mostra hanno collaborato: Mario Iacampo, Hamza El Azhar, Peter Tabernal, Philippe Van Lil e Chadi Abou Sariya.

 

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