IL PICCOLO TEATRO SEMBRA UN MIRAGGIO!


Piccolo Teatro
© CastagnaRavelli

Dello studio milanese di Paolo Castagna e Gianni Ravelli è il progetto della nuova illuminazione del Piccolo Teatro Strehler, fondato a Milano nel 1947 da Giorgio Strehler, Paolo Grassi e Nina Vinchi, in occasione dei suoi 70 anni di attività e in omaggio alla memoria di Marco Zanuso, l’architetto che ne ha firmato la nuova sede in Largo Greppi nel 1998.
Noti per video-installazioni urbane, spettacoli, mostre e allestimenti in cui la luce narra l’identità e la memoria dei luoghi o delle architetture, Paolo Castagna è regista teatrale, allievo del regista polacco Jerzy Grotowski e negli anni Novanta aiuto di Luca Ronconi, e Gianni Ravelli è architetto e docente di Architettura al Politecnico di Milano, allievo di Marco Albini e collaboratore del Corriere della Sera.

La nuova illuminazione si accenderà il 23 novembre alle 18.30, prima del debutto de Il Giardino dei ciliegi con la regia di Lev Dodin.

All’aura sacrale del vicino Teatro Studio, concepito da Zanuso come una casa di ringhiera milanese, più piccolo e romantico, il Piccolo Teatro Strehler, simile a una fabbrica, contrappone un’illuminazione che gioca sul contrasto tra la luce calda adottata per gli edifici e quella fredda delle coperture verde rame, evidenziando l’unitarietà dei volumi geometrici, razionalisti e austeri dell’intero complesso architettonico in mattoni rosso argilla, tipicamente lombardi, in una visione d’insieme d’effetto metafisico.
La nuova illuminazione, di cui iGuzzini è sponsor tecnico, riduce al massimo i consumi e garantisce un’incantevole effetto scenografico di linee di luce e profondità inattese: 70 mini linee di luce LED per il perimetro, 10 proiettori per il primo tetto e altri sei per le facciate laterali, barre luminose agganciate dall’interno della struttura e 64 microproiettori con vetri mille righe che sfruttano ottiche ellittiche raccontano l’anima del luogo.

Come in qualsiasi progetto di CastagnaRavelli, anche in questo caso sono i dettagli a fare la differenza. Nel caso specifico del Piccolo Teatro si utilizza la luce senza disperderla, con un impianto ad hoc che affianca a contrasto la tonalità calda dell’illuminazione dei mattoni (3.000 K) ai 4.200 K di quella della copertura verde rame. L’impianto non necessita di una particolare manutenzione, e con lo stesso livello di potenza durerà 50.000 ore.

La luce agisce come elemento di indirizzo estetico per comunicare, trasmettere, mettere in mostra la sua funzione di “macchina dei sogni, dello spettacolo”, trasformando l’illuminazione in opera pubblica.

 

Precedente Yann Kersalé a Roma per il Master in Lighting Design della Sapienza
Prossimo Per due sere, Gio Ponti e la Città Universitaria risplendono