Mondadori ha scelto di festeggiare i suoi 110 anni di storia presentando, la sera del solstizio d’estate, la nuova illuminazione permanente di Palazzo Mondadori, edificio iconico dell’architettura contemporanea, a livello nazionale e internazionale, opera di Oscar Niemeyer.

Proprietà del Gruppo Generali e sede del Gruppo Mondadori dal 1975, l’edificio rispecchia i tre principi vitruviani dell’architettura: utilitas (risposta a una necessità di ampi spazi di lavoro), firmitas (la solidità della sua struttura, costruita sull’acqua e sulla terra, a sostegno del corpo sospeso delle aree di lavoro) e venustas (la sua capacità di esprimere una bellezza che tende al sublime).

E ieri sera, grazie all’opera luminosa permanente realizzata dal maestro della luce Mario Nanni, con apparecchi Viabizzuno, Palazzo Mondadori è stato ri-svelato attraverso una nuova luce, intesa come linguaggio narrativo capace di raccontare la vita dell’edificio, la struttura delle sue arcate. “Sospeso, leggero ma non troppo”: una poesia di luce dedicata a tutti coloro, dipendenti e collaboratori, che vivono la propria attività lavorativa all’interno dell’iconica costruzione. Un racconto di luce e musica che ha trasformato Palazzo Mondadori in una tela sulla quale l’illuminazione ha dipinto lo scorrere del tempo, offrendo una nuova lettura della sua architettura.

Un dialogo tra architettura, luce, acqua e fuoco durato complessivamente trenta minuti: ventiquattro minuti di poesia – uno per ogni pilastro della facciata, più uno, il ventiquattresimo elemento verticale che completa la ritmica composizione dell’edificio – seguiti da sei di pausa, durante i quali la luce è rimasta accesa per valorizzare l’architettura nella sua interezza, nella magia della notte. Una meridiana di luce che ha accarezzato l’edificio come la pagina di un libro, in una composizione che ha riunito in sé saperi diversi e complementari, giungendo a superare i limiti del tempo, rendendo omaggio alla bellezza dell’edificio.

Mario Nanni

“Confrontarsi con un palazzo monumentale – ha dichiarato Mario Nanni –, fatto di materia imponente e con preesistenza storica prevede necessariamente studio, rispetto e ascolto del luogo. Un intervento sincretico di altissimo valore simbolico che, componendo polisticamente architettura e paesaggio, fasi solari e cronobiologia, si confronta con le infinite regole della luce naturale attraverso una scenografia che genera luce e ombra, celebrando la bellezza del complesso anche dopo il tramonto, rendendola eterna”.

Un’opera totale nella quale confluiscono luce, cinema, musica e editoria; un lavoro dedicato al giorno e alla notte, che rende quotidianamente omaggio alla vita, al pensiero e alla bellezza. Un’opera per chi lavora nell’edificio e per chi lo vedrà solo da lontano: un’opera per tutti.