MAURIZIO NANNUCCI


Maurizio Nannucci

SCRITTURE DI LUCE

Maurizio Nannucci (1939) presenta “What to see and what not to see”, nella nuova sede della Galleria Fumagalli a Milano: 5 nuove grandi opere site-specific che dialogano con lo spazio, diverse per colori e attitudini cognitive e visive. Queste installazioni al neon, minimali, compongono parole, frasi, segni e interrogativi che ruotano intorno all’ambivalenza della percezione e al nostro modo di rapportarci con gli altri, modificando il nostro modo di pensare.
Dopo la grande antologica tenuta a Roma nel 2015, la collaborazione con la galleria Fumagalli – iniziata nel 2004 a Bergamo con la partecipazione alla mostra “AA.VV. 30” e seguita poi nel 2005 dalla personale “Neon Work” – riprende con questa mostra raffinata per contenuti e modalità di allestimento e rappresentazione di potenzialità espressive della luce e del colore.

Maurizio Nannucci

Le sue opere sono un esempio della capacità dell’artista di perimetrare lo spazio con il neon e di far coesistere l’aspetto analitico con quello immaginativo e creativo rendendo visibile il sotteso: ciò che non si vede! Con What to see what not to see (blu), What to hear what not to hear (verde), What to love what not to love (rosso), What to feel what not to feel (bianco) e What to say what not to say (giallo) si riflette su cosa vediamo, diciamo, pensiamo e percepiamo, intrecciando significati complessi e questioni su problematiche di comunicazione, visibilità linguistica e filosofica. Ogni opera è una parte per il tutto, ovvero ha la sua autonomia, ma è anche in stretto collegamento con le altre e ogni frase dialoga con il tutto e viceversa, grazie alla luce e ai colori che sembrano “impaginare” e dare forma a un flusso continuo di energia emanata dal neon.

Maurizio Nannucci

La necessità dell’autore è di ridefinire lo spazio con scritture-sculture di luce incastonate dentro a una pagina bianca in cui la parola diviene architettura, che, oltre a esprimere un concetto, è anche una rappresentazione di una forma fisica in cui il testo diventa ambiente. Per Nannucci il neon, come altri medium (fotografia, proiezioni di diapositive, opere sonore, libri d’artista e multipli), indica potenziali narrativi ed esperienziali con l’intenzione di rimettere in discussione attitudini e concetti, evidenziando impercettibili dilatazioni di senso, per coinvolgere lo spettatore e renderlo consapevolmente partecipe di un discorso basato sul “se penso guardo e viceversa”, come richiamo della coscienza in cui la parola gioca un ruolo chiave per esplorare i codici del linguaggio.

WHAT TO SEE WHAT NOT TO SEE Maurizio Nannucci

04 maggio – 22 luglio 2017

Galleria Fumagalli Via Bonaventura Cavalieri 6, 20121 Milano

 

 

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