QUANDO LA NOTIZIA DIVENTA DISINFORMAZIONE


Illuminazione a Led per il benessere
photo © Luca Campigotto

Un documento congiunto tra AIDI e ASSIL dal titolo Illuminazione a Led per il benessere è arrivato in questi giorni nelle redazioni: è la risposta di queste due importanti associazioni nazionali del mondo della luce a una campagna allarmistica sull’illuminazione pubblica con i Led avviata da alcune testate giornalistiche con semplificazione estrema da accostarsi alla disinformazione.
Un Position Paper per esporre e offrire ai cittadini “un approfondimento culturale finalizzato a riconoscere le opportunità e gli impatti conseguenti alla rivoluzione tecnologica in atto nel settore dell’illuminazione, determinata in particolare dall’adozione della tecnologia LED” che da anni illumina le nostre città – Milano, per esempio, o Roma, e non solo.
La campagna giornalistica è partita dall’articolo “Ogni cosa è (male) illuminata”, pubblicato il 6 gennaio 2017 su Venerdì di Repubblica, e dal servizio “Luce sprecata” andato in onda l’11 gennaio 2017 a Presa Diretta (RAI3).
In questi servizi, spiegano le due Associazioni, “sono stati messi sotto accusa molteplici aspetti che riguardano l’illuminazione pubblica nelle nostre città, senza offrire un adeguato approfondimento e supporto scientifico. Questo ha concorso alla costruzione di un messaggio complessivamente distorto e fuorviante che provoca un ingiustificato allarmismo e molta disinformazione sull’opinione pubblica”.

Ma chi sono AIDI e ASSIL?
La prima, AIDI, è un’associazione che svolge dalla sua fondazione nel 1959 una costante azione di informazione scientifica, tecnica e culturale per la diffusione della conoscenza dei problemi legati ai temi dell’illuminazione. Ha il supporto di circa 400 soci tra studiosi, progettisti, enti di ricerca, università, aziende e utility.
ASSIL rappresenta invece ben 80 aziende produttrici tra le più rappresentative del mondo della luce del made in Italy che, con un fatturato di 2,5 Mrd di euro, sviluppano con i loro oltre 8.000 addetti il 60% del fatturato complessivo italiano del settore.
Due realtà importanti che sanno e informano di illuminotecnica, che sono presenti ai tavoli degli enti normatori italiani e internazionali, collaborano con le migliori università italiane e istituti di ricerca, pubblicano libri, organizzano e partecipano a convegni ed elaborano documenti di considerazioni tecno-normative e legislative.

In allegato siamo lieti di pubblicare integralmente il documento AIDI-ASSIL, di cui da subito desideriamo evidenziare alcuni passaggi significativi: “La tecnologia digitale, caratteristica dei LED, richiede ancor più prodotti di alta qualità per garantire agli utenti risultati di efficienza e affidabilità reali. Ciò si può ottenere con investimenti elevati sia nelle tecnologie che nella competenza delle maestranze delle aziende produttrici di apparecchi di illuminazione e dei loro componenti”.

“Per gli ambienti interni, la variegata molteplicità delle funzioni e dei compiti visivi, insieme alle esigenze di benessere degli individui, nel senso più ampio del termine, fa sì che l’illuminazione artificiale rappresenti oggi una delle componenti più importanti della progettazione dei luoghi residenziali e del terziario […]. La maggiore diffusione di sistemi di controllo automatico per esigenze sia di comfort che di risparmio energetico, richiede a monte una accurata e competente progettazione dell’impianto di illuminazione che tenga conto sia degli effetti complessivi della luce sugli individui, sia delle potenzialità offerte dalle attuali tecnologie”.
Entrando ancor più nello specifico, leggiamo nel documento AIDI-ASSIL: “Discutere solo di alcuni parametri, senza tenere conto del quadro globale, può risultare fuorviante e semplicistico e può essere utilizzato come elemento strumentale finalizzato all’interesse di alcuni fornendo una cattiva informazione all’utenza che non sempre ha elementi di valutazione. Certe informazioni, se canalizzate in modo mediaticamente incisivo, arrivano a fornire dei messaggi al cittadino che penalizzano moderne e sicure soluzioni tecnologiche che uniscono ad una forte riduzione dei consumi un significativo miglioramento della qualità della luce e di tutto ciò che ne consegue. Un valido esempio è il recente dibattito sulla temperatura di colore, che, indipendentemente dalla fondatezza di quanto asserito sulle conseguenze negative dell’uso di lampade a 4000 K che è tutta da dimostrare sul piano scientifico, fornisce all’utente non esperto un messaggio di pericolo sull’uso dei LED che è assolutamente fuorviante. Al solo beneficio della verità, appare strano che solo oggi si evidenzino tali problemi quando è noto che questi valori di temperatura di colore sono stati per decine di anni tipici della grande maggioranza delle lampade da esterno […] e di quelle da interno”.
E, in chiusura, una dichiarazione molto precisa delle due associazioni: “Risulta in particolare eccessiva la valutazione negativa in merito al potenziale rischio alla salute delle sorgenti LED per la pubblica illuminazione, in considerazione della limitata e discontinua esposizione dell’uomo alla sorgente di luce ed ai ridotti valori di illuminamento che caratterizzano l’illuminazione di ambienti esterni […]. Tutte le sorgenti luminose hanno delle caratteristiche intrinseche di pericolosità, ma la valutazione su questi aspetti va fatta nel dimensionamento, nella collocazione e nell’utilizzo e qui sono necessarie le competenze professionali che devono peraltro assumere delle responsabilità in tal senso”.

Insomma, sarebbe stato sufficiente nella pre-fase in cui si raccolgono informazioni (valori/notizia), contattare anche le maggiori associazioni nazionali del settore (dovrebbe essere normale!) e confrontarsi prima, e, se in disaccordo sulle fonti, esporre le notizie dando comunque voce a tutte le parti in campo. In caso contrario si “lanciano” messaggi superficiali per creare solo ascolto, share, rating, ecc.

Ma siamo il Paese dei tanti no – ultimamente anche ai vaccini, oltre ai no-tav, no-incenitori, no aeroporti, no porti turistici, ecc. –, che poi altro non sono che dei no al nostro presente.
Forse per questo, in chiusura, oltre a consigliare la lettura integrale dell’approfondito documento AIDI-ASSIL che riporta lo stato di fatto delle informazioni frutto di accurati studi e ricerche, segnalo, parlando sempre di Led, anche l’articolo “La Luce di Roma, mia risposta a un articolo di due pagine sulla nuova illuminazione a Led di Roma di Francesco Merlo, editorialista di Repubblica.

Certe volte mi chiedo come possiamo essere tuttora il secondo paese industriale d’Europa, che si sostiene su un manifatturiero altamente competitivo, quando ancora una parte non minoritaria del paese guarda con soddisfatto cipiglio al presente e ai cambiamenti che la ricerca o le tecnologie offrono. Per fortuna c’è un’altra parte del paese che guarda con ben altri occhi sia al presente sia al futuro confrontandosi ogni giorno con fiducia, sperimendando, studiando, sostenendo la ricerca, producendo qualità. In questa seconda realtà c’è il mondo rappresentato da AIDI e ASSIL e il mondo della luce italiana.

 

Position Paper “Illuminazione a Led per il benessere”

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