LUCE SULL’ARCO DI PALMIRA AD ARONA


Arco di Palmira

Dopo Londra, New York, Dubai e Firenze, dal 29 aprile al 30 luglio 2017 l‘installazione della ricostruzione dell’Arco di Palmira arriva ad Arona, città sulle sponde del lago Maggiore, in cui nacque San Carlo Borromeo, che ha deciso di dedicare il proprio Civico Museo Archeologico alla figura dell’archeologo siriano Khaled al-Asaad.
L’evento internazionale “Passing through, moving forward” sarà inaugurato durante una cerimonia cui parteciperanno il tenore Giorgio Casciarri, il soprano Sara Cervasio, il Maestro Paolo Beretta, la cantautrice Matilde Mirotti e lo scenografo Sebastiano Romano.

La struttura dell’Arco dedicato all’imperatore romano Settimio Severo 2 mila anni fa, originariamente situato nel sito archeologico di Palmira e distrutto nell’ottobre 2015 da un gruppo jihadista, è stata ricostruita in scala utilizzando la stampa in 3D dall’IDA, lnstitute for Digital Archaeology di Oxford, e realizzata con il supporto di Torart, un’azienda di Carrara.

Il suo arrivo ad Arona sarà celebrato da un evento di grande impatto emotivo e da numerose iniziative, tra cui una mostra di approfondimento nell’adiacente Museo Archeologico intitolato allo studioso di fama internazionale Khaled al-Asaad, l’archeologo e scrittore siriano per 40 anni custode del sito di Palmira, decapitato in un giorno d’agosto del 2015 e appeso a un palo della luce dai jihadisti dello Stato islamico perché si rifiutò di indicare ai suoi assassini i luoghi in cui furono nascosti importanti reperti romani prima dell’occupazione della città da parte dell’Isis. Uno scempio deliberato della vita umana, della cultura e della civiltà che l’Amministrazione Comunale di Arona ha ricordato lo scorso 11 settembre 2016 (altro giorno da non dimenticare) titolandogli per “l’altissimo valore etico della sua intera esistenza e l’estrema drammaticità della sua morte” il Civico Museo Archeologico e che ribadisce ora ospitando la ricostruzione dell’Arco di Palmira, su scelta e decisione dell’IDA.

A Londra, in occasione della installazione della ricostruzione a Trafalgar Square dell’Arco di Palmira, Roger Michel, Executive Director dell’lnstitute for Digital Archaeology, aveva dichiarato: “gli archeologi hanno il dovere di aiutare a ricostruire i monumenti del Medio Oriente andati distrutti […] la scienza e la tecnologia che migliorano Ie nostre vite o chi gode della libertà della democrazia ha il dovere di aiutare a ricostruire questi siti perché in loro è custodita la storia di una regione in cui nacquero le nostre tradizioni artistiche, scientifiche e politiche. Questi monumenti rappresentano la storia che l’umanità ha in comune e un passato ricco e complesso che unisce tutti. Ricostruendo queste strutture, non ricostruiamo solo le nostre storie di nazioni, ma il legame che ci unisce, gli uni agli altri”.

Arco di Palmira

Il sindaco di Arona Alberto Gusmeroli, annunciando il grande evento nella sua città, ha detto: “La struttura ha un forte valore simbolico, vuole portare un messaggio positivo di continuità e pace ed è un importante esempio di come la tecnologia moderna possa mettersi a servizio della cultura per ricostruire pezzi di storia che non ci sono più”.
La cerimonia di inaugurazione si terrà la sera del 29 aprile, nel centro storico di Arona in piazza San Graziano, per l’occasione avvolta nella cornice della musica della nuova Filarmonica di Arona e della voce della cantautrice Matilde Mirotti. Al termine, il tenore Giorgio Casciarri e il soprano Sara Cervasio, diretti dal Maestro Paolo Beretta, condurranno con le loro voci allo svelamento dell’Arco, che avverrà verso le 20.30. Alle ore 21.00 un emozionante spettacolo di luci, immagini e musica ideato dallo scenografo Sebastiano Romano, che sarà poi ripetuto fino al 30 luglio.
Spiega Romano a LUCE: “I due fronti dell’arco sono illuminati con luci sagomate che esaltano la fattura e i dettagli architettonici. Altre luci sagomate tracciano sul suolo un tappeto luminoso che invita il pubblico a seguire un percorso predefinito per ammirare l’arco, divenuto uno dei simboli del nostro presente storico. Sulle facciate dei palazzi che delimitano il perimetro della piazza sono proiettate, con fari motorizzati e proiettori gobos, delle suggestive immagini che creano un’avvolgente ambientazione scenografica. Sono visioni – prosegue Romano – del famoso sito archeologico di Palmira, che ospitava l’arco ora distrutto, frammenti architettonici e bassorilievi che raffigurano il probabile volto di Zenobia, una delle leggendarie figure femminili dell’antichità divenuta regina di Palmira, che dominano sul prospetto architettonico del Palazzo Comunale di Arona che ospita il Museo Archeologico”.
Interagiscono con le avvolgenti atmosfere scenografiche raffinati brani musicali di famosi musicisti contemporanei che hanno segnato il nostro tempo, da Vangelis a Lisa Gerrard ed Enya.

Arco di Palmira

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