LIGIA LEWIS E MINOR MATTER


Ligia Lewis
@ CLS Architetti

CLS Architetti, tra i maggiori studi di architettura italiani, con sede anche a New York e conosciuto a livello internazionale, ospita sabato 6 maggio 2017, alle ore 21.00, nella sua splendida sede di Milano nella Chiesa di San Paolo Converso, in piazza San Eufemia 3, un’intensa e unica performance coreografica di Ligia Lewis intitolata “minor matter”.

La chiesa, ricordiamolo, è stato convento di clausura fino al 1806, poi affittata dalla Curia negli anni ottanta del novecento agli studi musicali di Mina, è dal dicembre 2014 sede milanese dello studio di CLS Architetti (Giovanna Cornelio, Massimiliano Locatelli e Annamaria Scevola fondarono lo studio nel 1993. Davide Agrati si unì a loro nel 2005). All’interno, nella parte terminale della navata maggiore e nel presbiterio, una scenografica splendida struttura in ferro e vetro alta quattro piani ospitata i circa 60 collaboratori, tra architetti e designer, dello studio. L’aula, o piedicroce, èm stato invece destinato da CLS Architetti alla promozione di mostre, performance e installazioni di livello internazionale aperte al pubblico. Uno spazio che dà voce all’Architettura, al Design, all’Arte, alla Musica, al Cinema e alla Letteratura. Ma anche al confronto e al dibattito, in un luogo, come spiegano, “che attraversa la soglia della chiesa, si sposta verso la città”.

Ligia Lewis
@ CLS Architetti

Ma chi è Ligia Lewis (Repubblica Dominicana, 1983)? Coreografa e ballerina che vive tra Berlino e Los Angeles, tra le sue coreografie si ricordano Sensation 1, $$$, Sorrow Swag. Minor matter è la seconda parte della trilogia Blue Red White. Come ballerina ha collaborato con coreografi, compagnie di danza e performer come Eszter Salamon, Mette Ingvartsen, Ariel Efraim Ashbel e Jeremy Wade.

“I want to turn you inside out and step into your skin”, dice Ligia Lewis all’inizio della sua coreografia. È un ammonimento che anticipa quello che verrà, mentre Lewis e i suoi due performer Jonathan Gonzalez e Tiran Willemse tessono un complesso intreccio tra il “cubo nero” della scena e i loro corpi di colore. In minor matter, Lewis stratifica due apparati discorsivi: la negritudine e lo spettacolo, per domandare se entrambi questi apparati possano evadere da una politica della rappresentazione verso una poetica della dissonanza.

Ligia Lewis

Nel corso della coreografia i performer premono i loro corpi contro i confini della scena, come a volerli abbattere; illustrano un’umile relazione tra i corpi e l’architettura che li contiene. “Black, black”, grida Lewis alla fine: un segnale vocale di abbassare le luci e oscurare la scena, ma anche un accenno al sottotesto di minor matter, la blackness, l’“essere nero”. Nello spazio Converso Ligia Lewis mette in scena una spettacolare triangolazione tra architettura, corpo umano e mise en scène. Dopo la prima esecuzione in Italia della cantante Lykke Li e i suoni e performance di artisti come Genesis P-Orridge, Stefan Tcherepnin, Anne Imhof, John Amleder e Mai Thu Perret, coreografia e ballo prendono d’assalto lo spazio della chiesa e non solo. Grande architettura, grandi idee, passione per la cultura e amore per Milano: da vedere!

Entrata libera fino ad esaurimento posti
Sabato 6 maggio 201 – ore 21.00