RICERCA CENSIS – GEWISS


Illuminazione pubblica
I cittadini che negli ultimi 12 mesi hanno avuto più paura in luoghi pubblici male illuminati (val. %, fonte Censis 2016)

L’ILLUMINAZIONE PUBBLICA IN ITALIA

Sono sei milioni gli italiani che hanno regolarmente paura dopo il tramonto del sole, a causa di un’inadeguata illuminazione pubblica di strade, piazze e giardini, mentre 29,3 milioni di persone si sono sentite, negli ultimi 12 mesi, insicure in un luogo pubblico a causa della scarsa illuminazione. Questa è l’opinione degli italiani sull’illuminazione degli spazi pubblici e della sua qualità, o meglio quanto emerge dalla ricerca condotta da Censis per conto di Gewiss, azienda italiana che opera a livello internazionale nella produzione di soluzioni e prodotti per la domotica, l’energia e l’illuminotecnica.

La ricerca spiega che a temere maggiormente il buio sono le giovani donne (il 76,2%, il 15,8% in più rispetto alle altre donne); gli abitanti delle grandi città (il 71,5%, il 13,6% in più rispetto alla media nazionale); quelli delle Sud e delle Isole (62,6%) e gli abitanti del Centro (58,5%). Dunque, una forte maggioranza sui campioni di pubblico interpellato. Secondo gli italiani, nella classifica dei luoghi pubblici con un’illuminazione non adeguata prevalgono le strade extraurbane (per il 68,6% degli intervistati) e, a seguire: giardini, parchi e parcheggi (per il 57,6%) e strade urbane (con il 37,4%).

Il rapporto riguarda anche le strutture sanitarie, le scuole, i centri commerciali e i supermercati. In modo particolare, entrando nei numeri e percentuali: sono 9,2 milioni gli italiani che dicono di essere stati nell’ultimo anno in ospedali e in altre strutture male illuminate. Nelle regioni del Sud tale percentuale aumenta (26%, +17,5% rispetto al Nord-Est e +7,9% rispetto alla media nazionale) e nelle grandi città (22,2%, +4,1% rispetto alla media nazionale).
Nelle scuole, precisa il rapporto, le luci sono inadeguate per 2,6 milioni di genitori di alunni, in particolare le scuole delle regioni del Sud (28,5%, +9,9% rispetto al Nord-Ovest e +5,5% rispetto al totale nazionale).
Molto diversi i dati per i centri commerciali e i supermercati: solo il 6,4% li considera male illuminati.

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I luoghi peggio illuminati secondo gli italiani (val. %, fonte Censis 2016)
Una sensibilità particolare è dimostrata dalla categoria dei cosiddetti “Millennial” (nati tra il 1980 e il 2000, NdR), che giudicano assolutamente inefficiente l’illuminazione dei luoghi pubblici e di lavoro (70,6%), e dai laureati (64,5%).

Un dato trasversale, senz’altro positivo e probabilmente legato alla storia del nostro paese ricca di beni culturali – anche se ancora da molti degli stessi italiani non visitati –, emerge dall’82% degli interpellati, che pensa che illuminare monumenti, palazzi, musei e opere d’arte, sia un importante modo per valorizzarli e farli visitare di più, soprattutto – chiosa a margine, NdR – se l’illuminazione fosse a cura di lighting designer.

Dall’analisi Censis/Gewiss risulta che il consumo annuo pro capite per l’illuminazione pubblica in Italia è di 107 kWh: oltre il doppio della Germania con i suoi 50kWh, della Gran Bretagna con 42kWh e un terzo in più della Francia. Questa cifra è conseguenza dell’installazione di una potenza troppo elevata nei punti luce, con un consumo normalizzato per popolazione di 105 kWh, mentre nell’UE è in media di 51 kWh. Ciò significa che l’Italia ha una potenza installata per superficie urbanizzata più che doppia rispetto alla maggior parte dei Paesi europei. L’illuminazione pubblica del nostro Paese – sottolinea la ricerca – è uno dei servizi che porta maggiormente con sé il “marchio socioculturale del passato”, mentre fondamentale è ripensare un servizio d’illuminazione pubblica che tenga in considerazione la sicurezza dei cittadini, la qualità estetica e funzionale degli spazi e i nuovi vincoli di bilancio delle amministrazioni pubbliche e dello stesso Paese.

Le considerazioni del rapporto indicano più direzioni d’intervento: una illuminazione pubblica che offra maggiore sicurezzam, migliorando anche la qualità della vita – nel senso di comfort e bellezza degli spazi abitati – e riducendo gli sprechi. Fare ricorso a soluzioni Smart, già disponibili sul mercato, che possano abbattere i costi (per esempio dando luce solo quando e dove serve) e allo stesso tempo corrispondano alle aspettative sempre più all’altezza dei reali bisogni dei cittadini.

“Questa ricerca – spiega Aldo Bigatti, Sales & Marketing Director Business Unit Lighting Gewiss – evidenzia come sia molto forte l’aspettativa dei cittadini nei confronti di progetti più di illuminazione delle città in grado non solo di ottenere importanti riduzioni dei costi, ma di fornire benefici diretti ai cittadini migliorando la qualità della luce (ad esempio luci più calde da 3000k), aumentando il senso di comfort e valorizzando il tessuto urbano con nuovi servizi connessi come WI-FI, telecamere, ecc. L’illuminazione deve essere uniforme e ben distribuita per consentire una buona visibilità a breve distanza con maggiore senso di sicurezza delle persone. Oggi questa opportunità – precisa Bigatti – esiste, grazie alla tecnologia LED, affidandoli a figure professionali adeguate, per esempio quella del lighting designer. L’auspicio è dunque che le amministrazioni locali vogliano impegnarsi a investire in progetti di ristrutturazione degli impianti di illuminazione esistenti con la tecnologia LED. Sarebbe davvero un contributo concreto – e molto apprezzato dai cittadini – nella direzione delle tanto ambite Smart City”.

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