La luce di Joe Colombo


Joe Colombo
Joe Colombo presso il laboratorio OLuce, nel 1965

L’incontro con l’architetto Ignazia Favata, storica collaboratrice e attuale curatrice  dell’Archivio Joe Colombo. Un’eredità progettuale che si rinnova costantemente 

 

Che rapporto aveva Joe Colombo con la luce? 
Joe Colombo adopera la luce come componente caratteristica dei suoi primi progetti di arredo. Nel 1964 progetta gli interni dell’Hotel Pontinental in Sardegna, per il quale riceve il Premio IN/ARCH. In questo lavoro sono già presenti aspetti che caratterizzeranno poi i suoi progetti: sperimentazione per i nuovi materiali, uso del colore, movimento e compiutezza formale a favore della funzionalità. Per illuminare passaggi e ingressi dell’albergo, utilizza prismi di perspex, anche colorati, illuminati da una sorgente luminosa nascosta nel controsoffitto, portando la luce in tutte le direzioni. Il particolare impiego dell’illuminazione all’interno dei progetti di interni lo si ritrova fino ai suoi progetti più recenti, come quello per la propria casa nel (1967) e quello del Total Furnishing Unit (1971), all’interno dei quali utilizza dei fanali colorati e spie luminose prese dalla produzione industriale, per indicare funzioni e illuminare spazi precisi. Joe Colombo evidentemente era affascinato dal tema della luce, solo per progetti di lampade gli sono attribuiti quattro premi e altrettante segnalazioni: 1964, XIII Triennale di Milano medaglia d’oro per “Acrilica” OLuce e segnalazione per “Calotta” OLuce; 1967, Premio Compasso d’Oro ADI, per “Spider” OLuce; 1968, XIV Triennale Segnalazione per “Spring” OLuce; 1968, International Design Award U.S.A. The American Institute of Interior Designers per “Coupé” cilindrica OLuce; 1970, Selezione Compasso d’Oro ADI per “Bazooka”, Stilnovo; 1970, International Design Award USA The American Institute of Interior Designers per “Spring”  OLuce; 1981, Selezione Compasso d’Oro ADI per “Ciclope”, Bieffe.

Negli anni Sessanta, anni eroici del design, ricerca e sperimentazione in ogni ambito erano i valori per ogni progettista d’avanguardia, soprattutto per Joe Colombo.
La ricerca di Joe Colombo muove dall’interesse per l’innovazione e il costante legame con l’elemento tecnico, andava a tutte le fiere tecniche dove recuperava nuovi materiali e componenti che poi utilizzava nei suoi progetti. Il legame con produttori amici e la fiducia che in lui questi riponevano, facilitavano la sperimentazione e la prototipizzazione. La lampada Alogena è un esempio tipico. Ricordo che Joe, un giorno, rientrò in studio con una lampadina alogena, recuperata in una fiera, all’epoca era utilizzata solo come illuminazione industriale, e mi disse: “Ora creiamo una lampada per la casa, così eliminiamo i lampadari!”. Così con una singola lampadina, del cavo elettrico e una semplice lamiera a fare da parabola riflettente, in ultimo fu aggiunta un’asta: nacque nel 1970 la lampada Alogena, ancora oggi in produzione. Sempre per OLuce, già nel 1962, disegna la lampada Acrilica, sperimentando un convettore in metacrilato curvato a “C” a cui è applicata una base metallica con nascosto un piccolo tubo fluorescente. In questa lampada il raggio luminoso, che parte dalla base, attraversa il materiale e si riflette sulla sua superficie piegata in modo da portare la luce dal punto di emissione nel senso opposto fino sul piano di lavoro: oggetto innovativo che anticipa le successive numerose applicazioni della fibra ottica. Per Kartell progetta una serie di lampade in metacrilato a schermo girevole, in modo da poter regolare l’intensità luminosa alle esigenze specifiche d’uso.

 

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