LA LUCE È COME L’ARIA PER LA MUSICA


Jordi Ballesta
Casa La Fosca, Palamos, Spain (Photo © Alvaro Valdecantos)

INTERVISTA A JORDI BALLESTA, ANOCHE ILUMINATION ARQUITECTONICA, BARCELONA

 

Jordi Ballesta, quando è stato affascinato dalla luce?
È una lunga storia, ma che si può riassumere come una tradizione familiare. Fin da piccolo sono stato circondato da lampade, poiché la mia famiglia ne ha sempre progettate, costruite e vendute, grazie a questo ho sempre vissuto la luce con naturalezza. Inoltre, il punto di svolta credo sia avvenuto nell’estate del 1999 quando ho conosciuto un altro modo di lavorare con la luce: il teatro. Per molti mesi ho vissuto a Edimburgo e questo mi ha dato l’opportunità di frequentare l’Edinburgh International Festival (http://www.eif.co.uk/).
Avevo 19 anni ed ero uno studente di ingegneria, ho iniziato a comprendere che la luce non è soltanto un oggetto, ma anche un magnifico strumento per tramettere sensazioni alle persone. Da allora, e fino ad oggi, non ho mai smesso di lavorare con questo elemento, è questo il punto essenziale del nostro lavoro che intendo trasmettere ai miei studenti durante le mie lezioni universitarie.

Scorrendo il suo portfolio, ho notato che usa la luce come una superficie. I muri, sotto le luci, diventano una tela per le ombre, come nella Franciscanos Church. È un’intuizione corretta?
Sì, lo è. La luce deve essere percepita anche sulle pareti. Questa è la nostra filosofia di progetto, controlliamo e direzioniamo la luce per raggiungere un effetto di rinforzo e di sottolineatura dell’idea architettonica.

 

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