ROBERTO CORRADINI E MARCO PALANDELLA


Roberto Corradini e Marco Palandella
Roberto Corradini e Marco Palandella (foto © Robert Persson)

PROFESSIONE: LD INDIPENDENTI

 

Roberto Corradini e Marco Palandella sono due quasi giovani lighting designer nati negli anni Settanta, professionisti indipendenti, membri entrambi di PLDA e APIL. Uno, veneziano,  l’altro di Casale Monferrato.  Sono amici, lavorano e collaborano assieme su dei progetti; hanno studiato e insegnato in molte parti del mondo, dall’Iran alla più vicina Svizzera, o a Roma e continuano a farlo.   Sono simpatici, ironici, lavorano con passione, amano la luce, sono molto informati e anche molto conosciuti e apprezzati nel circuito internazionale dei lighting designer. Li abbiamo incontrati, avrebbero potuto rilasciarci le loro interviste in momenti diversi, ciascuno la sua, invece hanno optato di accettarla assieme, per cui a domanda seguono due risposte, rinunciando ognuno a favore dell’altro,  a un po’ più di spazio in questo servizio a loro dedicato.

Buon giorno Corradini, buon giorno Palandella, mi raccontate come siete diventati lighting designer?
Roberto Corradini: Quasi per caso. Dopo la laurea, avevo iniziato a lavorare in uno studio di architettura di giorno e, di notte, realizzavo visualizzazioni tridimensionali. Mi piaceva molto offrire ai miei clienti immagini notturne, con architetture illuminate in modo poetico (almeno, così mi pareva a quei tempi). Finché, capitò in studio un agente di un’azienda tedesca e, visto il piacere che provavo a studiare le lampade che mi portava, e il mio interesse per la tecnologia e gli effetti di luce, mi chiese “Ma perché non studi lighting design? Potrebbe  diventare la tua professione!”. Era il 2004: cercai immediatamente un Master e ne trovai uno a Venezia. Il resto è storia.
Marco Palandella: Lavoravo in uno studio d’ingegneria negli anni in cui l’illuminazione artificiale si arricchiva di nuove sorgenti  efficienti e performanti (alogenuri metallici con bruciatore ceramico), e mi resi conto che la luce era la terra di tutti e quella di nessuno: decisi così di dedicarmici a fondo. Ad Asti, nel 2001, ascoltando una presentazione degli architetti e lighting designer  Serena Tellini  e Francesco Iannone, decisi di iscrivermi all’allora  ELDA.

Esistono per voi progetti difficili da realizzare?
RC: Per un professionista non esistono progetti facili. Ogni progetto presenta una sua particolarità, una specificità che lo rende unico: il mio è un lavoro intellettuale, non faccio mai progetti “copia-incolla”!
MP: I progetti se affrontati da professionisti indipendenti sono di solito complessi, anche per i tanti attori che ne fanno parte.

 

Leggi l’intervista completa su LUCE digitale