SILVIA TARQUINI. UNA STORIA EDITORIALE ILLUMINATA


Silvia Tarquini
Nostalghia di Andrej Tarkovskij, direttore della fotografia Beppe Lanci (1983) (Foto © Bruno Bruni)

Direttrice di Artdigiland, ha creato attraverso la ricerca e uno sguardo attento e raffinato di autrice-editrice, poco praticato nell’attuale editoria, un’importante collana di libri dedicata alla LUCE, tra cinema, teatro, arti visive

a cura di Enzo Cillo

 

Come è nato questo interesse della casa editrice per l’argomento luce?
È una lunga storia. Mi sono formata con studi sul cinema d’arte e quindi il valore e i significati della luce sono sempre stati presenti nei miei interessi, ma in maniera implicita. In seguito mi sono avvicinata all’arte contemporanea e alla performance, fino a scoprire il lavoro di Fabrizio Crisafulli. All’interno del suo approccio al teatro fondato sull’ascolto profondo di persone, luoghi, memorie, atmosfere, identità, Crisafulli usa la luce in un modo che non avevo mai visto prima, affidandole un ruolo strutturante, poetico, drammaturgico. La rende un “essere”, capace di mostrarsi, di camminare, di interloquire, di farci ridere e piangere: un elemento che si propone alla pari nelle relazioni con il performer, gli oggetti, il suono. Affascinata da queste potenzialità della luce ho cominciato a scrivere recensioni di spettacoli e installazioni di questo artista e poi ad approfondire sempre di più, fino a curare due volumi sul suo lavoro: Fabrizio Crisafulli: un teatro dell’essere e La luce come pensiero (ambedue pubblicati da Editoria & Spettacolo nel 2010). Tutto questo prima della nascita di Artdigiland. In seguito, con i primi passi della casa editrice, ho esteso la mia indagine sulla luce ad altri autori, oltre a continuare ad occuparmi di Crisafulli, del quale ho tradotto in inglese, nel 2013, e in francese nel 2015, il volume Luce attiva, e sulla cui opera ho pubblicato un volume bilingue Place, Body, Light. The Theatre of / Il teatro di Fabrizio Crisafulli, curato da Nika Tomasevic.

 

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