LUCE E ILLUMINAZIONE. UN INTERESSANTE DOSSIER DI UNI


Ponticino, illuminazione artistica di Marco Lodola, Ponte della Libertà, Pavia (foto © Marcella Milani)

Sull’ultimo numero 7 di Unificazione & Certificazione, la rivista di UNI, Roberto Bottio dell’Area Normazione, presentando il dossier Luce e illuminazione, scrive: “Non ce ne accorgiamo, ma la nostra vita è fortemente condizionata dalla luce: sia naturale, sia artificiale. Quindi, possiamo dire, senza cadere nel ridicolo, che siamo immersi dalla luce! A volte essa può avere effetti positivi (comfort visivo) o negativi (abbagliamento).”

Prosegue evidenziando la complessità dell’argomento considerando l’evoluzione tecnologica delle varie sorgenti luminose che con i LED hanno rivoluzionato le tecniche dell’illuminazione. Da qui nasce il notevole impegno della commissione tecnica “Luce e illuminazione” che si occupa di molte e importanti tematiche che questo dossier ben illustra, sia come il frutto del lavoro della commissione CT023, sia per quanto ancora intende fare. L’illuminazione pubblica ha un forte impatto sociale, economico, ambientale, produttivo, e l’attività nazionale deve tenere conto, spiega Bottio, anche dei lavori europei svolti dal CEN e internazionali dal comitato ISO di recente costituzione. Il dossier illustra quanto fatto dalla commissione CT 023 e quanto essa intende fare sugli argomenti di sua competenza.

Ogni tematica ha un titolo, quella a cura di Paolo Soardo, membro UNI/CT 23 La normativa UNI per l’illuminazione, parte da lontano, dalla morte di Napoleone, quando, passata la Restaurazione, i governi di alcuni Paesi tra cui quello italiano, nel 1875 firmarono a Parigi una convenzione con lo scopo di realizzare il Sistema internazionale delle unità di misura e finanziare un laboratorio metrologico centrale ( il BIPM). Spiega i diversi passaggi nei decenni, cita enti scientifici e normatori. Otto figure accompagnano il testo e ne aiutano la lettura.

Danilo Giannetti, UNI/CT 23 GL 7 Fotometria e colorimetria, titola Apparecchi LED: nuovi scenari e implicazioni normative”, il suo interessante e approfondito intervento che riassumere in poche righe non gli faremmo onore. Citiamo un passo: “Abbiamo apparecchi a LED, ma non sempre riusciamo a sfruttare e neanche immaginare le potenzialità offerte dalla nuova tecnologia…la nuova norma ha dato risposte chiare ai nuovi scenari introducendo per la prima volta metodi dettagliati per la valutazione dell’incertezza di misura, utilizzando sistemi già consolidati in altri ambiti, p.e. la meccanica e le misure elettriche”.

Il dossier prosegue con la relazione di Fabio Pedrazzi, coordinatore UNI/CT 23 GL 3 Illuminazione di sicurezza negli edifici. Ne parla ampiamente in quanto l’illuminazione di emergenza è tra gli elementi indispensabili per garantire la sicurezza delle persone, in un ambiente o edificio, qualora si presentino situazioni di pericolo. Una utile scheda presenta la struttura della commissione UNI/ CT 023 con l’elenco delle attività nazionali e l’interfaccia con quelle europee (CEN/TC 169). Al di là delle varie declinazioni normative e geografiche, si vuole sottolineare come la regolare manutenzione dell’impianto di illuminazione e dei singoli apparecchi di emergenza è fondamentale per assicurarne la perfetta funzionalità nel momento del bisogno.

Illuminazione dei posti di lavoro e dati fotometrici di lampade e apparecchi di illuminazioni: novità in vista, è il titolo del testo di Luigi Schiavon, coordinatore UNI/CT 23 GL2 Illuminazione degli ambienti di lavoro e dei locali scolastici e GL 11 Luce diurna. Introduce, elencandole, le proposte del WG2 per la revisione della EN 13032-2. Citiamo per ragioni di spazio solo la prima: l’introduzione di parti specifiche relative agli apparecchi con sorgenti a LED. Spiega con grande cura le 4 figure che corredano il suo testo e i processi che vi concorrono: i due percorsi della luce; i ritmi circadiani, la direzione della luce e le curva di visibilità relativa diurna messa a confronto con la curva della soppressione della melatonina. Leggiamo che al momento sugli effetti non visivi della luce non ci sono evidenze sperimentali che confermino in via completa e definitiva gli effetti che essi producono sulle persone, quindi è opportuno che i nuovi parametri da inserire nella revisione della norma EN 12464-1, siano al momento in un’appendice informativa in modo che essi siano confermabili da studi più attendibili.

Sottolineiamo che il dossier U&C è corredato di box dedicati ad associazioni e enti di ricerca, come AIDI, ISTIL, ASSIL utili informazioni per conoscerne l’attività e le finalità.

Altro titolo, a cura di Aldo Abate, coordinatore UNI /CT 23GL 12 Progetto illuminotecnico, Progetto illuminotecnico:nuovi orientamenti. Ricorda che a partire dal 2000 sono state emanate a livello regionale diverse leggi nel settore dell’I.P. : efficienza energetica, riduzione inquinamento luminoso, contenimento consumi…leggi non sempre con parametri omogenei, e senza una norma tecnica relativa alla progettazione che in maniera univoca possa qualificarla come tale. Sulla base di questo, la commissione UNI /CT 23 ha dato mandato al gruppo di lavoro GL 12 di predisporre una proposta che avesse per oggetto “Criteri per la stesura del progetto illuminotecnico”. La norma elaborata è la UNI 11630 mirata a sostenere il lavoro del progettista in ambito sia pubblico che privato. Segue l’elenco dei progetti ai quali si applica e le spiegazioni sulla sua struttura. Una norma che vuole essere di garanzia per il risultato finale che altresì diventa un sistema di divulgazione della conoscenza fra tutti gli attori della filiera del processo produttivo.

Marco Palandella, membro UNI/CT Luce e illuminazione – Lighting designer interviene col titolo LUCE progettata per la città e le architetture. Un breve excursus sulla storia della luce ricordando il libro di W.Schivelbusch che scriveva “… Sul finire dell’800,l’Europa è percorsa da una nuova utopia: la trasformazione della notte in giorno…”  Poi il secolo breve, i cambiamenti negli ultimi 20 anni;  la luce che valorizza non solo le città ma anche i monumenti e i palazzi storici; l’avvento del LED e il suo significato e il suo valore tecnologico. Scrive Palandella che con la norma UNI 11630 è stato fatto un significativo passo avanti, il primo documento ufficiale  in Italia a parlare della progettazione illuminotecnica come opera di intelletto disgiunta dalla progettazione architettonica. Un importantissimo caposaldo anche per le pubbliche amministrazioni e le soprintendenze.

Altro titolo a più mani, Il LENI e la certificazione energetica negli edifici in Italia, a cura di Laura Biasio, coordinatrice UNI/CT 23 GL 10 Risparmio energetico negli edifici. ENEA DTE–SEN –SCC Dipartimento Tecnologie Energetiche /Divsione Smart Energy / Laboratorio Smart Cities and Communities; Valerio Lo Verso Dipart. Energia, Gruppo di ricerca TEBE Politecnico di Torino;  Guglielmina Mutani, Dipartimento Energia Politecnico di Torino. Viene citato un caso studio, le sue fasi, le procedure, la loro validazione, con diverse figure e indici di prestazione energetica, ecc.

Giuseppe Rossi, coordinatore UNI/ CT “ 23 GL 05 Illuminzione stradale – GL 06 Illuminazione gallerie;  INRIM, interviene sul titolo Sviluppi normativi nell’illuminazione stradale. Diversi prospetti e figure accompagnano il lettore con questa prefazione: ”In questi anni la progettazione e la gestione degli impianti di illuminazione stradale sta radicalmente evolvendosi con l’uso di apparecchi di illuminazione a LED e con la possibilità di realizzare in modo economicamente conveniente ed efficace sistemi di illuminazione adattivi”. Cita ed elenca le norme europee della serie UNI EN 13201 riguardanti l’illuminazione stradale; in un disegno si può comprendere l’influenza dell’incertezza di misura nella valutazione delle prestazioni dell’impianto. Spiega la situazione italiana, la nuova specifica tecnica e nelle conclusioni scrive. “Le norme rappresentano lo stato dell’arte in un dato momento, dovrebbero stabilire convenzioni e dare prescrizioni senza limitare le capacità creative del progettista o la sperimentazione di situazioni innovative”. Ma non sempre la ricerca e i risultati vanno va di pari passo con le norme! Da qui alcuni spunti o argomenti in elenco per revisioni future.

Paolo Di Lecce, membro UNI /CT 23 GL 5 Illuminazione stradale, con un titolo gratificante per il nostro Paese: Illuminazione stradale: in Italia sempre un passo avanti, ne spiega in sintesi la ragione… forse proprio a causa della mancanza di autonomia energetica o per l’alto costo dell’energia elettrica, l’Italia ha sempre cercato strade innovative per risparmiare energia nell’illuminazione delle strade. Anche Di Lecce fa un breve excursus nel passato, anni ’70 e ’80, negli anni ‘90 apparve chiaro che spegnere i lampioni dopo una certa ora non portava a nulla e creava scompensi o pericoli. Proprio grazie alla tecnologia, si resero disponibili i regolatori di flusso luminoso e la norma UNI 10439 – ora ritirata e sostituita dalla UNI 11248 – immediatamente recepì la novità ed introdusse per la prima volta in Europa una regola di facile applicabilità per ridurre il flusso luminoso in funzione del traffico. In quegli anni le raccomandazioni del CIE e quelle europee accennavano appena a questa possibilità. In alcuni capitoli Di Lecce spiega cos’è l’illuminazione stradale adattiva, spiegandone i vantaggi; e i contenuti essenziali della nuova UNI 11248 riguardo l’illuminazione adattiva che individua due modalità di regolazione in poche ma chiare parole.

Paolo Soardo, Soardo, membro UNI/CT 23 Luce e illuminazione GL 6 Illuminazione gallerie, interviene col titolo: Sviluppo della normativa UNI nell’illuminazione delle gallerie. Diversi diagrammi, figure, ecc. accompagnano il testo con riferimenti al lavoro svolto sul tema dalla CIE dagli anni ’60; l’elenco delle pubblicazioni negli anni; la guida (empirica) per la progettazione dell’illuminazione delle gallerie recepita dal ministero dei Lavori Pubblici con la circolare nel 1999 in attesa dell’intervento degli enti normatori. Cita la CIE 88.1990 che recependo più che argomentazioni scientifiche la disponibilità sul mercato nel 1990 di un solo tipo di luminanzometro portatile con un cono di misura con 20° di apertura, si realizzava di fatto una normazione su base consensuale, antecedente a quella di UNI. Soardo ci introduce nella CIE 88: 2004 e UNI 11095 concludendo che negli ultimi 12 anni sono stati registrati notevoli progressi nell’illuminazione delle gallerie, che preziosa ed insostituibile è stata l’attività di ricerca a livello mondiale dai membri del TC 35 della CIE, e che un riconoscimento va indirizzato anche ai gestori autostradali che sempre hanno investito nell’innovazione di questo strategico settore per offrire sempre maggiore sicurezza agli utenti. Particolare l’apporto di Autostrade per l’Italia.

Conclude questo interessante dossier Fabio Pagano, Presidente UNI /CT 23 Luce e illuminazione, coordinatore GL13 prestazioni fotometriche. Il titolo Prestazioni fotoetriche: i lavori del gruppo misto UNI CEI. Pagano spiega la nascita di questo gruppo misto frutto della recente evoluzione dei lavori di preparazione delle norme afferenti il settore nei diversi enti di normazione, CEN/ISO (UNI) – CENELEC /IEC (CEI). Da qui la necessità di creare un pool inteso a condividere documenti di lavoro, contestualmente discuterne i contenuti per prendere decisioni al fine di determinare la posizione italiana su ciascun tavolo di discussione internazionale, riducendo il rischio di posizioni contrastanti e garantendo risposte entro i termini temporali che sono sempre più ravvicinati. Una decisione saggia! Pagano traccia il contesto internazionale in cui sempre più ci si deve muovere, in particolar modo con l’avvento dei LED, in cui la normazione in merito alla fotometria svolta principalmente in ambito CIE e CEN (UNI), si è diffusa anche in ambito IEC. Leggiamo i titoli,poiché citati, dei principali documenti internazionali che hanno spinto gli esperti del settore a mettersi allo stesso tavolo di lavoro in ambito IEC SC 34D e IEC SC34A. La necessità sempre più sentita nel corso di lunghe riunioni che fosse necessario convergere la conoscenza e gli sforzi di tutti gli esperti italiani. Brevi cenni storici sui ruoli e competenze delle due organizzazioni UNI e CEI. Note sul gruppo di lavoro congiunto sui temi fotometria e colorimetria e l’iter al fine che nel corso del 2014, a seguito dell’approvazione dei rispettivi comitati tecnici, venne alla luce il nuovo gruppo misto UNI–CEI “prestazioni Fotometriche” (UNI/CT 023/GL13) esempio unico di organizzazione a livello europeo.

Concludendo vi confido che, per la complessità degli argomenti, non credevo di arrivare in fondo nel tentativo di riassumere il dossier pubblicato sull’ultimo numero della rivista di UNI. Mi auguro che tale anticipazione possa essere di interesse e stimolo per leggere tutte le 20 pagine che lo compongono.

Precedente FOOTBALL INNOVATION. SICUREZZA E ILLUMINAZIONE A TUTTO CAMPO
Prossimo QUI GIOCA L’OLIMPIA EMPORIO ARMANI