Parole di Luce in Brianza


Panzeri

Il luogo comune per cui la Brianza è luogo di tappezzieri e falegnami è destinato ad essere riscritto: a nord di Monza la luce ha delle punte di eccellenza, sia in ambito decorativo sia tecnico. Ad entrambi gli ambiti appartiene la storia industriale, passata e presente e futura, della Panzeri Illuminazione. Su impulso dei due fratelli titolari Enzo e Norberto si è svolta lo scorso 7 aprile una tavola rotonda dal titolo Il Futuro dell’illuminazione decorativa”. Sono stati invitati lighting designer di alto livello come Eugenia Marcolli, Studio Metis, Alexander Bellman, Studio C14, architetti come Carmen Ferrara, industrial designer come Takahide Sano, giornalisti come il sottoscritto e il collega Alessandro Mitola della rivista Icon.

Dopo un caffè e qualche chiacchiera di conoscenza,  si è entrati subito nel vivo del tema dell’incontro, prima con una presentazione dell’azienda e dei suoi prodotti, raccontati con passione da Federico Panzeri, spiegati uno a uno come se fossero personaggi di un racconto. In una perfetta consecutio temporum la visita allo showroom ha riguardato il recente passato e il presente; nella successiva visita alla fabbrica sono state mostrate le tecnologie che permettono di produrre per l’oggi ma con un occhio al prossimo futuro industriale.

Al termine del giro illustrativo, riuniti attorno al grande tavolo abbiamo affrontato il vero tema della giornata di approfondimento. Ha aperto la discussione Norberto Panzeri, focalizzando l’attenzione sulla tecnologia principe dell’illuminazione: il LED. Dei tanti interventi che si sono susseguiti, ne ho selezionati alcuni che danno la misura di come la cultura della luce sia presente e sentita in tutti i livelli coinvolti, e che non si ferma o forma solo nei politecnici, ma è un tratto diffuso dell’imprenditorialità italiana.

Il primo argomento è stato  la dominanza tecnologica del LED: “Oggi la vera sfida è quella della dimmerazione e della domotica con il controllo della luce tramite App per smartphone. Euroluce dell’anno prossimo vedrà il confronto tra i vari produttori proprio su questi aspetti. Che dire del futuro? È cambiato il concetto di utilizzo delle lampade perché vanno costruite in modo differente.  Noi in Italia siamo messi bene perché abbiamo il design. In questa  ottica l’Italia ha un grande futuro nello studio di forme nuove.”

Eugenia Marcolli ha confermato l’importanza del design soprattutto in ambiente particolari come gli hotel: “Parlando di tecnologia LED è vero che si può introdurre ovunque. Nell’albergo di Bulgari a Londra nel 2009 l’abbiamo prevista nell’intercapedine tra il soffitto e la tappezzeria del muro verticale.  Successivamente è diventato un apparecchio d’illuminazione standard di catalogo. Questo perché in una camera d’albergo dove la superficie calpestabile è sovente  molto ridotta, eliminare una sorgente a terra e portarla in alto, dove poi sparisce, è un vero successo e può essere anche colorata e intelligente, perché controllata da un sistema centralizzato in grado di creare differenti scene. Il LED permette forme inaspettate e miniaturizzate, ma che funzionano anche in termini di lux e per emissioni indirette. È un passo in avanti per  i nuovi trend”.

Ha chiuso la tavola rotonda, Enzo Panzeri, con una citazione e un proponimento per il prossimo futuro della luce in azienda e più in generale in Italia: “Philippe Starck ha detto che ‘il futuro ha sempre ragione’, ed è una frase dura e forte. Non si deve avere paura del futuro e dall’altra parte dargli fiducia. Fino a quattro o cinque anni fa pensavo che i LED non fossero prestanti. Ora invece dobbiamo convertire tutti i prodotti per offrire un catalogo interamente a LED. Bisogna  avere i piedi per terra e avere delle prospettive chiare”.

Una di queste prospettive, sono certo, riguarda la volontà da parte dell’azienda di proseguire il cammino intrapreso con questo meeting, e di continuare a parlare di cultura e di conoscenza della Luce.

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