Città teatro o solo città illuminate?


Giornata Internazionale della Luce 2015 - International Day of Light 2015

A Palazzo Reale nei giorni scorsi si è svolta con grande partecipazione di pubblico la “Giornata Internazionale della Luce: il ruolo dell’illuminazione pubblica nella valorizzazione degli spazi urbani”, organizzata da AIDI ed ENEA, col patrocinio del Comune di Milano, ANCI e il sostegno d’importanti aziende del settore.

Una giornata con molti relatori dedicata all’illuminazione pubblica, per approfondire e dibattere il ruolo fondamentale che essa assume nelle nostre città. I temi sono stati approfonditi su piani trasversali, da quello tecnologico e d’impresa, a quelli sociali e culturali che coinvolgono le nostre città, in cui la luce svolge un ruolo preminente nel disegnare nuove visioni e opportunità per la loro valorizzazione. Altresì evidenziate le opportunità e i benefici economici grazie all’uso oggi possibile di nuove tecnologie con consistenti risparmi energetici per le Amministrazioni comunali.
Interessante e ampio a questo proposito il confronto diretto con la presentazione di esperienze tecniche e di realizzazione sui loro territori a cura di direttore generali e di rappresentanti di Utility dei Comuni di Milano, Brescia, Torino, Firenze.

Ha spiegato la presidente di AIDI, Margherita Suss: “Per diversi anni l’illuminazione urbana è stata considerata come uno strumento di sola funzionalità, in grado di garantire esclusivamente sicurezza e orientamento per i cittadini. Oggi essa deve intervenire nell’ambiente urbano in modo tale da diventare l’artefice di un’identità culturale e dell’interazione sociale. L’obiettivo del convegno è di far emergere un progetto etico, semplice, come la volontà di ogni cittadino di essere illuminato nel senso dello spazio in cui vive, dunque un luogo condiviso, invitante, emozionante, dove l’architettura disegna l’identità della visione della nostra epoca”.

Tra i relatori architetti, lighting designer, giornalisti, docenti universitari ed esponenti del mondo culturale e rappresentanti di grandi aziende italiane e internazionali. Nei loro interventi, trasversale è emerso il valore della “Cultura della luce”, inteso come attenzione verso la ricerca e l’innovazione, verso le grandi opportunità oggi offerte da una riqualificazione “illuminata” sia tecnologica sia culturale con positive ricadute anche sull’ambiente e il risparmio energetico. Altresì grande disponibilità e attenzione attraverso uno sguardo sempre più attento, partecipativo, contemporaneo – testimone imprescindibile di un mondo che cambia velocemente – verso l’università, la formazione, quali strumenti rilevanti e indispensabili che devono sempre più essere protagonisti di eccellenza e di qualità. Perché nei luoghi in cui s’insegna e dove molti giovani con entusiasmo si avvicinano e apprendono questa nuova “materia” e professione, saranno sempre più necessarie una formazione e una cultura multidisciplinare. Perché, se sappiamo che la luce è uno strumento che si posa solo lievemente sulla nostra storia, altrettanto sappiamo che essa è, o può essere, il racconto delle nostre città o dei nostri musei, dei nostri monumenti o dei nostri antichi edifici di rara bellezza, dei nostri spazi pubblici o privati, dei momenti del tempo libero o dell’ospitalità e della rappresentanza. Luoghi che vogliamo continuare a osservare rinnovando ogni giorno la nostra meraviglia o il nostro stupore. Una luce “illuminata” è tutto questo, e il convegno di AIDI ne ha indicato meritatamente il percorso che attende il vasto, vivace e capace mondo della luce italiana.

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