Dipingere con luce. Miraggio di Deda Barattini


Deda Barattini

In Triennale, un’installazione con reti metalliche e una sinfonia di fibre ottiche

 

Miraggio è il titolo che Deda Barattini, artista della luce come emozione pura, ha dato all’installazione che apriva la mostra Textile Vivant venendo a costituire una sorta di soglia da attraversare, uno spazio altro, facendo emergere dall’ombra figure di luce nel senso di apertura di un mondo e in cui diventare tutt’uno con la luce. In essa, su un ordito metallico di 12 reti elettrosaldate appositamente sagomate per gonfiature, avvallamenti e sovrapposizioni, l’artista disegna, con una sinfonia di fibre ottiche, una magica apparizione dalle calde luminosità dell’arancio e d’intensità cromatica cangiante, cosicché, entrando in essa o attraversandola, il nostro sguardo viene colto dal bianco abbaglio di un faro al LED, e, come se la luce fosse all’improvviso diventata troppo intensa, avviene che i corpi diventino luce e se ne vestano. E spazio e tempo paiono fermarsi.

Nell’esperienza della visione, infatti, reale e virtuale, spazio e tempo, perdono la loro reciproca distinzione, aprendo ad altri mondi possibili, a livelli diversi di realtà. Da qui viene il potere incantatorio della luce e delle immagini, delle figure, delle atmosfere che la luce è in grado di creare, delle narrazioni che essa provoca e degli immaginari che evoca.

Deda Barattini non mira a rappresentare, ma crea sensazioni che toccano la nostra anima come solo la musica sa fare. E lo fa nelle sue opere con i colori, praticando una pittura della luce, phylum inesaurito della nostra cultura visuale, esperita nei suoi più reconditi e sofisticati aspetti grazie a un’attività di oltre un ventennio di sperimentazione di forme e cromatismi realizzata in giro per il mondo, con i colori, gli effetti di luce e le proprietà dei materiali di rifletterla.

Deda Barattini
Deda Barattini

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