Artissima e Torino


Artissima
Sislej Xhafa, " Rocket Ship", 2011 courtesy Christine König Galerie, Vienna

Da Torino a Francoforte, la luce è il trait d’union di due fiere diverse e lontane tra loro, ma entrambe osservatorio di innovazioni illuminanti che aprono riflessioni sulla simbiosi tra l’arte e la tecnologia e sul potenziamento della ricerca di nuovi mercati e opportunità di sviluppo.

Luce e arte sono due facce della stessa medaglia della creatività imprenditoriale che presenta formule diverse, sperimentando media e materiali innovativi al passo col progresso tecnologico.

La XX edizione di “Artissima Fiera” di arte contemporanea a cura di Sarah Cosulick Canarutto, imprenditore culturale più che critico d’arte, è tra le cinque fiere più accreditate al mondo secondo gli analisti di Skate’s Art Marker di New York, ha chiuso i battenti confermando il successo di partecipazione di visitatori raggiunto nella scorsa edizione da lei diretta. Squadra e formula vincente non si cambia, è una rassicurante regola del mercato, infatti Artissima non ha brillato per originalità. Questa edizione, come la precedente fiera ha puntato sull’aumento di partecipazione di gallerie straniere, sul calendario di visite guidate agli stands con un ciclo di dibattiti su temi legati all’arte contemporanea, sull’importanza della presenza dei musei che illustrano collezioni e attività delle principali istituzioni del territorio e soprattutto sulla partecipazione di curatori, artisti, collezionisti stranieri dentro e fuori all’Oval, edificio distaccato dal Lingotto che ospita la kermesse commerciale più elegante e frequentata d’Italia.

La Fiera per Torino è come l’Expo per Milano: un’opportunità di scambio internazionale e rappresenta una sfida a lungo termine d’investimento nell’arte contemporanea, nel territorio, valorizzando il patrimonio museale delle istituzioni locali. L’intreccio tra pubblico e privato, musei e fondazioni, e tra l’aspetto commerciale e quello culturale si esemplifica con la prima edizione di “One Torino”, strategica rassegna d’arte che coinvolge le maggiori istituzioni della città, composta da cinque mostre ospitate al Castello di Rivoli, a Palazzo Cavour, alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Fondazione Merz, che per due mesi hanno attratto visitatori italiani ed esteri.

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