I CONCETTI OGGETTIVAMENTE FOTODINAMICI DI ROBERTO ROSSO


Roberto Rosso

Roberto Rosso, docente ordinario di Fotografia e direttore della Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte dell’Accademia di Brera a Milano, è pluridecennale sperimentatore del potenziale poetico ed estetico di nuove tecniche digitali che prevedono l’utilizzo della scansione per banco ottico in maniera originale: uno strumento che permette di fotografare un oggetto in movimento, mentre accade, e di trasformare in immagine l’istante in cui la luce plasma la materia che si dilata nel tempo e nello spazio. Le fotografie pubblicate in questo servizio risalgono a dieci anni fa e potrebbero essere interpretate come un omaggio alle bottiglie di Giorgio Morandi, alle sue nature morte di oggettiva immaterialità irripetibili. Questo è un ossimoro implicito anche nel lavoro di Roberto Rosso che, seppure con tecniche digitali complesse, non rinuncia alla rappresentazione oggettiva della memoria di fotodinamismi altrimenti non visibili.

Scrive Rosso: “Con questo lavoro, attraverso il vetro, la luce segue forme dilatate e si fa vedere come non potremmo mai con i nostri occhi. Elaboro concetti futuristi e cubisti, come espressione creativa dell’immagine digitale in sé non nella fase della post produzione che, ricordo, non ha nessun modo per fare tutto questo proprio perché quello che succede durante il tempo di esposizione è realmente accaduto e così come lo vediamo, ma non visibile nel momento stesso in cui accade”. Sono fotografie di bottiglie di vetro scolpite dalla luce come causa ed effetto del movimento, conseguenze compositive della rielaborazione artistica di tecnologie digitali innovative che vanno al di là dello specifico linguaggio fotografico, strutture visive dinamiche che modificano la nostra percezione. Le sue esperienze visive di simultaneità del movimento si risolvono in una serie di immagini come testimonianza visiva della rapidità di una rotazione, cogliendo un hic et nunc immortalato nell’immagine, autoreferenziale come somma di una sequenza di tempi veloci ripetuti, diversi ma impliciti l’uno nell’altro, inscindibili. Tutte le sue fotografie prevedono una dinamica temporale complessa, sono il frutto di personali riflessioni sulla storia dell’arte, sulla poesia e la musica, alla ricerca di come poter visualizzare un pensiero intorno al movimento implicito della struttura degli oggetti secondo i loro tempi interni ed esterni di ricezione, riproducendo all’infinito ciò che in verità è avvenuto in un solo istante. Il mezzo cambia e si rinnova, ma l’obiettivo al quale tende Roberto Rosso rimane perfettamente identico, trasformare in memoria visiva la possibilità di orientare sull’oggetto in movimento fasci di luce artificiale, in cui la fotografia funziona esattamente come un’opera pittorica. Le sue bottiglie smaterializzate da fasci luminosi si dilatano nello spazio senza perdere la loro solidità compositiva; in bilico tra astrazione e figurazione sembrano concretizzare un’utopia di configurazione di epifanie stupefacenti. Nella ricerca dell’autore, il problema del tempo e della casualità coincide con l’imprevedibilità che si fa immagine, visione, memoria, traccia fluida di un effetto di simultaneità, legato ai processi di immaginazione come sorprendente meccanismo visivo dell’imprevedibile. Roberto Rosso non deforma l’immagine, semmai l’informa di una memoria prospettica, ancorato com’è a un principio compositivo formale in cui velocità e flessibilità plasmano concetti astratti intorno al dinamismo luminescente.

Note Biografiche
Roberto Rosso, nato a Varallo Sesia nel 1956, terminati gli studi di Architettura si è dedicato alla fotografia, in particolare alla documentazione e riproduzione dei beni artistici italiani in collaborazione con la Soprintendenza, collaborando per anni con diversi restauratori, enti istituzionali ed editori, soprattutto con l’Istituto Geografico De Agostini, casa editrice per la quale ha eseguito diversi reportage. Tra gli altri, quello della Riserva del Sacro Monte di Varallo è una testimonianza della sua abilità espressiva e poetica. Cultore dello Stil life, nell’ambito pubblicitario e di comunicazione visiva ha collaborato con aziende di diversi settori. Nell’attuale ruolo di direttore di Nuove Tecnologie per l’Arte di Brera a Milano segue diversi progetti nell’ambito di master universitari internazionali.

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