MENZIONE DEL PREMIO HASSAN FATHY

Con piacere segnaliamo una bella notizia per il mondo della luce italiana, e dei lighting designer in particolare: l’assegnazione di un importante riconoscimento a un progetto d’illuminazione a cura del gruppo coordinato dall’architetto Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi, con la collaborazione di Andrea Greco, Cristina Iaconi, Barbara Nazzaro, Carmine Salerno e Stefano Vellucci.

Stiamo parlando del progetto dell’illuminazione della Casa di Augusto al Palatino, già pubblicata su LUCE 314-2015, a cui era stato assegnato nel 2016 il secondo premio nella XI edizione del premio IQU-Innovazione e qualità urbana.
Lo scorso 24 maggio questo progetto di luce ha ricevuto un nuovo riconoscimento con la menzione per il Premio Hassan Fathy, la cui premiazione è avvenuta presso l’Acquario Romano, Sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, con la seguente motivazione:

per la qualità del progetto di illuminotecnica della Casa di Augusto in quanto ben congegnato e adeguatamente inserito nel pacchetto di copertura che consente una corretta valorizzazione dell’illuminazione a servizio dei visitatori

Il progetto, come i lettori di LUCE ricorderanno, è fortemente legato all’intervento di restauro, e propone la ricostruzione dell’immagine del monumento e della spazialità della casa romana attraverso l’uso della luce. Un progetto iniziato alla fine del 2012 e concluso nel 2014, in un continuo dialogo tra i lighting designer Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi e la progettista della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma, l’architetto Barbara Nazzaro.

Un intervento riconosciuto come significativo per gli aspetti metodologici e divulgativi applicati, in linea con i fini della Cultura della Luce, qui così ben espressa con chiari e precisi obiettivi da parte di De Camillis e Fibbi: rievocazione con la luce dei rapporti chiaroscurali tipici degli ambienti pubblici e privati della casa romana; creazione di una gerarchia percettiva; variazione cromatica e variazione dei livelli di illuminamento, non solo per fini scenografici ma per partecipare pienamente al prezioso intervento di restauro, rendendolo più facile alla lettura. Un progetto importante che ha ridato vita con la luce artificiale alle antiche stanze della dimora imperiale nello splendido complesso Augusteo al Palatino. Una nuova luce che invita al viaggio nella storia antica di Roma tra scenografie teatrali, colori tenui e architetture fantastiche.

Premio "Hassan Fathy"
Casa di Augusto, schema preliminare: l’originaria penetrazione della luce naturale
© studio De Camillis-Fibbi

“Il primo successo di questo Premio, oltre alla qualità del risultato – ha dichiarato Virginia Rossini, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e presidente del Dipartimento Beni Culturali dell’OAR –, è nell’essere riusciti a mettere a sistema il mondo accademico, di ricerca, istituzionale, imprenditoriale e della società civile su un argomento, apparentemente di nicchia, ma determinante ai fini della qualità della vita dei cittadini e della conservazione e sostenibilità del Patrimonio. Proporre le ‘buone pratiche’, per dare alle istituzioni, ai professionisti e ai committenti un riferimento su cui basare i propri interventi sul costruito, rappresenta inoltre la sintesi tra l’innovazione culturale e metodologica della tutela del territorio, e le azioni che possano essere volano di economia e ripresa del Paese”.

A Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi, soci AIDI, i più vivi complimenti dalla redazione di LUCE.

 

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